Dopo averlo scritto recentemente sulla mia pagina facebook ho ricevuto tantissimi messaggi in cui mi si chiedeva di raccontare cosa mi avesse scioccato così tanto. Faccio fatica a raccontarlo ma lo devo a lei.

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C’è qualcosa che non dimenticherò facilmente. Gli occhi di Maria (nome di fantasia). Neri, pieni di dolore e di terrore. Senza esagerare penso che la storia di Maria sia uno dei racconti più spaventevoli di cui mi sono mai occupato. La sua storia sembra un film. Ma la sua sofferenza è reale. Non posso verificare quello che mi racconta ma quello che dice mette i brividi.

Fa fatica a parlare. Si vergogna. Piange. E trema.

Tutto è iniziato quando un esorcista che conosco e stimo che mi dice di passare da lui. Mi precipito e mi ritrovo sprofondato nel racconto di Maria.

Lei è una ragazza di circa 30 anni. E’ stata venduta dal suo fidanzato ad un gruppo per un rito satanico. Viene prima drogata e poi trasportata in un casolare. Qui le fanno di tutto: violentata numerose volte da più persone, costretta a bere sangue (umano?) e sperma. Le bucano la testa per iniettarle chissà cosa. Racconta che le danno pezzi di carne umana da mangiare. Su di lei profanano l’eucarestia. La mettono in una bara per violentarla altre volte. Con lei c’è anche un’altra donna che viene legata su una sedia. Forse è morta durante il rito? Non sappiamo.

Sappiamo però che per miracolo le viene risparmiata la vita. Il suo fidanzato non vuole farla uccidere. Anche se gli offrono tanti soldi. Sa bene che sarebbe lui il primo indiziato.

Maria dopo la notte di orrore torna a casa del suo fidanzato. Viene drogata e minacciata. Questa è gente che non scherza.

A distanza di tempo il suo corpo comincia cedere. Ha sempre fortissimi mal di testa. Non riesce più a vedere. E non cammina più. Il suo inferno continua. Comincia il giro tra medici e specialisti. Tra psichiatri e psicologi. Nessuno ci capisce nulla.

Arriva finalmente da un’esorcista che l’aiuta a superare questo momento.

E piano piano la sua vita rifiorisce.

Ora riesce persino a guidare la macchina.

Spero di riuscire a mandarla in onda.