Mi disturba parlare nuovamente di quella festa demenziale che è Halloween. Mi disturba in primo luogo perchè lo abbiamo ripetuto mille volte che questa non è una festa cristiana e non ci posso fare nulla se molti che si reputano tali continuano a festeggiarla.

E mi disturba parlarne ancora di più visto che su internet ormai si trova di tutto su questo argomento. Non si trova però quello che realmente succede in questa notte: il capodanno satanico.

Per questo vi propongo una mia intervista speciale dedicata proprio ad una satanista pentita che a Vade Retro spiega esattamente cosa ha dovuto fare la notte del 31 ottobre di qualche anno fa. Qui trovate l’intervista.

E poi ospito qui sul blog un nuovo intervento di un promettente studioso, Gabriele, che affronta il tema di Halloween alla luce del pensiero di quel grande teologo che è Tommaso d’Aquino.

Buona lettura

Ogniqualvolta si giunge al 31 ottobre, pare ci si imbatta nuovamente nella cosiddetta festa di “Halloween”, la quale ha preso largo spazio nella vita di molti, adulti e non, e continua a spandersi come macchia d’olio…

Una cosa è certa, ossia che ciò che oggi si festeggia non ha nulla a che vedere con l’origine del nome “Halloween”, dacché esso deriva, seppure in maniera distorta, da “All Hallows Eve”, cioè “la Vigilia di tutti i Santi”, e mi pare che durante questa ricorrenza, di santi, non se ne festeggi quasi nessuno, ma solo zucche… e anche vuote!

Premesso questo, passiamo a quella che risulta essere l’origine di Halloween e di come questa festa sia giunta con tale nome, in maniera totalmente distorta e confusionale – e questa è la specialità del Demonio – sino ai nostri giorni.

Il 31 ottobre è una data importante non soltanto nell’antica realtà celtica, ma anche nel satanismo (capodanno satanico). E’ uno dei quattro sabba delle streghe (riunione di streghe alla presenza del Demonio, durante il quale avvengono riti di ogni tipo, comprese orge, sacrifici animali e umani).

“La Solennità di Tutti i Santi” istituita nel settimo secolo da Papa Bonifacio IV a ricordo dei martiri e inizialmente celebrata il 13 maggio, venne spostata al 1° novembre da Gregorio IV nell’anno 834, con l’esplicito intento di aiutare i fedeli a vivere cristianamente la commemorazione dei defunti. E nasceva così All Hallows Eve, cioè la Vigilia di Tutti i Santi, celebrata nella notte del 31 ottobre. Le tradizioni popolari sopravvissute nella cattolica [celtica] Irlanda diedero origine alla festa di Halloween – storpiatura di [All] Hallows Eve – celebrata in parallelo alle festività cristiane.

Vediamo ora di ripercorrere, in maniera spero accurata, il sentiero leggendario-tradizionale-storico di Halloween secondo diversi approfondimenti.

   – Aspetto LEGGENDARIO: Secondo l’antica leggenda irlandese, vi era un tizio di nome Stingy Jack alquanto malvagio, avàro e perverso, che durante la notte d’ognissanti (del 31 ottobre per intenderci), dopo l’ennesima bevuta venne colto da un attacco mortale. In seguito a questo attacco Jack muore, ma con l’impossibilità di entrare in Paradiso e anche nell’Inferno, a causa di un patto con il Diavolo, il quale prevedeva l’offerta della sua anima in cambio di uno scellino, che pose accanto ad un crocifisso al momento dell’offerta. A causa di ciò il diavolo fu impossibilitato di prendere l’anima di egli. Al verificarsi della sua morte, una volta che il diavolo lo colpì al volto con un tizzone ardente, si ritrovò come un fantasma vagante nel mondo dei vivi, con una rapa e della brace fiammante al suo interno, che utilizzava come lanterna e come significato della sua dannazione eterna.

   – Aspetto TRADIZIONALE: Secondo la tradizione, gli irlandesi colpiti dalla carestia, emigrarono in America intorno all’anno 1850. Nella nuova terra trovarono una gran quantità di zucche, le quali erano molto più grandi delle rape e facilmente intagliabili. In tal modo le zucche sostituirono le rape e divennero le “Jack O’Lantern”. Queste specie di lanterne venivano utilizzate nella notte d’ognissanti perché si pensava di tenere  lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di tornare a casa.

   – Aspetto STORICO: Secondo quel che pare sia l’origine storica, una sètta appartenente alla cultura celtica – pare fosse proprio quella dei Druidi, ossia la casta sacerdotale presso i Celti –, o che aveva sotto il suo impero il mondo celtico, nel giorno del 31 ottobre si riuniva per invocazioni e sacrifici (animali e alle volte umani), che per alcuni erano in onore del dio della morte “Samhain” visto come una vera e propria personificazione, mentre per altri erano dei sacrifici svolti durante il capodanno celtico conosciuto appunto con il nome “samhain”, che cadeva nella notte tra il 31 ottobre e il 1°novembre e che segnava il passaggio dall’estate all’inverno, durante il quale il mondo dei vivi entrava in forte contatto con il mondo dei morti. Era solito, da parte di questa sètta, l’andare in giro chiedendo due cose: sacrificio o maledizione?

In poche parole, se le persone alle quali veniva chiesto ciò rispondevano con l’offrire loro il sacrificio, che poteva essere di tipo animale o alle volte umano, se ne uscivano da ogni tipo di problema; diversamente, se rispondevano loro negando di offrire il sacrificio, avrebbero subìto una “maledizione” da parte della sètta. Da questa macabra e oscura dinamica proviene il famoso “trick or treat”, che letteralmente significa “trucco o divertimento”, “stratagemma o piacere (godimento)”. In maniera abbastanza occulta si è voluto mascherare l’origine del “trick or treat”, dato che l’origine di tale frase si trova in quella di “sacrificio o maledizione”… E il cosiddetto “dolcetto o scherzetto” non ha nulla a che fare con la traduzione del “trick or treat”, se non nella misura in cui si considera un’ulteriore occultamento della negatività che dietro nasconde.

La Chiesa Cattolica con Gregorio IV a capo, santamente spostò la Vigilia di Tutti i Santi dal 13 maggio al 1° novembre, con l’intento di fare in modo che i fedeli potessero autenticamente e veramente celebrare tale festa che cadeva e cade nella notte del 31 ottobre, da fare in modo che si potessero abbandonare comportamenti che tante volte sfociavano in veri crimini.

Esposti i punti “leggendario, tradizionale e storico”, cerchiamo di pervenire alle conclusioni.

Intanto il termine Halloween appare essere una vera e propria storpiatura dell’originale “All Hallows Eve”, da cui si discosta totalmente; inoltre, il contenuto di tale festa, quella di Halloween sorta appunto come successiva storpiatura, è da ricercarsi nel mondo dell’occulto in tutti i suoi gradi.

Che i bambini o ragazzini vadano in giro travestiti da esseri tenebrosi chiedendo “dolcetto o scherzetto?”, non fanno altro che ripetere la stessa identica intenzione della frase “sacrificio o maledizione?”, inconsapevolmente ma in qualche maniera non esenti dalle conseguenze che ciò comporta. Il fatto di non essere esenti trova spiegazione nell’intenzione che quella sètta celtica aveva quando si esprimeva in tal modo. Per cui i ragazzini non fanno altro che ripetere ignorantemente, inconsapevolmente tale intenzione! E non mi pare sia una cosa da poco conto!

Partecipare a festini o incontri notturni durante la notte del 31 ottobre, non per festeggiare la “Vigilia di Tutti i Santi” in preghiera, ma per prendere parte alla festa di Halloween, è un modo per rievocare quegli eventi passati, con il rischio di giungere sempre in una sorta di realtà spiritista. Se non si festeggia Dio – intendo soprattutto nella sfera spirituale – si festeggia inevitabilmente il Satana, soprattutto durante la notte del 31 ottobre, durante la quale si fa di tutto, ma questo tutto certamente non è riservato a Dio. Non è possibile servire due padroni. Non è possibile servire Dio e Satana (Lc 16,13).

E’ giusto che si sappia che durante la notte di Halloween, il mondo dell’occulto in generale opera ininterrottamente a favore del Nemico, con sacrifici umani e animali, con messe nere, con orge sotto il segno della magia e maggiormente di quella cerimoniale, con evocazioni spiritiche di ogni genere e con molti simboli magici – ed a titolo d’informazione, il famoso simbolo della pace è tutt’altro che di pace, essendo di origine magica – che fanno giungere tra le mani di ragazzi e ragazze ignari del grande male che si cela dietro suddetti simboli. E non prendiamocela con Dio se alla fine di tutto si cade nel male, nelle sventure! Dio ha dotato l’essere umano di ragione e lo stimola ogni giorno ad approfondire ogni sorta di verità, che altro non è che un raggio di luce della sola ed unica Verità: Gesù Cristo. Dio vuole che gli uomini abbiano la “zucca” piena e non vuota, altrimenti il popolo sarà destinato a perire per mancanza di conoscenza (Os 4,6)! Il Catechismo della Chiesa Cattolica è chiaro (dal punto 2110 al punto 2122).

Per concludere, il cristiano deve ritornare all’autentica “Vigilia di Tutti i Santi” e non ad “Halloween”, o meglio, ad Halloween secondo la vera origine di tale festa cristiana, della quale questo nome è una distorsione con tutte le sue implicazioni alquanto oscure. Ma è chiaro, questo è tipico del Demonio, e lui non guarda in faccia a nessuno. D’altra parte vi è anche uno spreco enorme di cibo… Tante zucche buttate per commettere il male – e lo si commette con conseguenze che prima o poi appariranno visibili – quando poi ci si lamenta della fame nel mondo… Ma è una presa in giro?

Utilizziamo queste zucche per una bella zuppa calda o per un arrosto di zucca, che tra l’altro è anche buono. Ritorniamo a Dio, al Dio della Bibbia che la Chiesa Cattolica da circa duemila anni cerca di portare nella vita di ognuno. Non vi è altro nome se non quello di Gesù Cristo, presso il quale trovare il senso della vita e la salvezza, per mezzo della Beata Vergine Maria, Madre di Dio, Madre della Chiesa.

                                                                                                                       Gabriele Cianfrani*

*Laureato in Igiene Dentale all’Università “La Sapienza” di Roma, studioso e impegnato nel percorso universitario di studi teologici presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Autore del libro “Dialogo sulla fede, riflessioni sulla vita e sulla realtà” edito da Tau Editrice (2018), del quale è in corso l’elaborazione della nuova edizione riveduta e ampliata.