Ha compiuto 75 anni – età canonica per rassegnare le dimissioni da incarichi di governo – a febbraio scorso ma è ancora al suo posto. E rimane al suo posto senza cambiare minimamente idea sul fenomeno di Medjugorje di cui è un feroce oppositore. Mons. Ratko Perić , vescovo di Mostar, diocesi da cui dipende territorialmente la parrocchia di Medjugorje – il cui mandato episcopale è scaduto da ben  9 mesi, continua (ovviamente con il permesso della Santa Sede) a gestire la sua diocesi come Ordinario del luogo.

Il punto è che come si può ben capire la diocesi di Mostar non è una diocesi come tutte le altre. Sia perché ha competenza (fino all’arrivo del delegato pontificio Mons. Hoser) su Medjugorje ma soprattutto perché sia l’attuale vescovo che il suo predecessore – Mons. Zanic – non hanno mai creduto alle (presunte) apparizioni della Gospa, bollando il fenomeno come  “un inganno”.

Con l’attuale pontificato, è usanza e consuetudine che il Santo Padre conceda una sorta di “bonus” di qualche mese (a volte anche un anno) ai 75enni vescovi (o cardinali) che ricoprono incarichi di governo, lasciandoli lì dove sono e prorogando così il loro mandato.

Ben inteso: gli alti prelati over 75 devono comunque presentare le proprie dimissioni al Papa che deciderà sul da farsi.

E quindi in questo senso la proroga (eventuale) di Mons. Perić  non desta perplessità. Ma – mi rivela un mio amico – forse questa proroga nel nominare il sostituto di Mons. Perić  può dipendere anche dal fatto che la scelta deve essere fatta tenendo presente moltissime cose.

Prima fra tutte, che il nuovo Ordinario di Mostar dovrà relazionarsi con il delegato pontificio a Medjugorje, il vescovo Hoser.

Oppure, mi confida sempre il mio amico, la Santa Sede sta pensando alla creazione di una nuova circoscrizione ecclesiastica?

Intanto, uno strano pacco mi è arrivato sulla scrivania. Una sorta di “dossier” segreto proprio su Medjugorje.

Leggerlo è un vero piacere.

©David Murgia