LO STRANO CASO DI PADRE DAMIANO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

C’era una volta un sacerdote belga di nome Damiano de Veuster. In pochi lo conoscono ma la sua storia ha commosso me e penso mezzo mondo. Perché? Perché semplicemente questo sacerdote nel 1873 decide di partire (senza nessun decreto del presidente del consiglio) come missionario volontario verso l’isola di Molokai, nelle Hawai.

Molokai non era esattamente un’isola come potremmo immaginarcela. Era purtroppo proprio il contrario. Era conosciuta come l’ “isola della morte”, luogo di segregazione per i malati di lebbra. Un vero e proprio ghetto in mezzo al mare dove non esisteva nessuna legge, donne e bambini erano costretti alla prostituzione, i malati venivano abbandonati senza cure in una specie di ospedale dove i medici erano lebbrosi a loro volta, i morti erano lasciati insepolti.

Qui il sacerdote resterà sedici anni, riportando tra quegli uomini la dignità negata dallo Stato e combattendo ogni tipo di pregiudizio. Non solo del mondo laico ma anche del mondo religioso.

Padre Damiano, curò ulcere, costruì case e letti, costruì bare e scavò tombe. Eresse scuole e creò fattorie, costruì cappelle, un orfanotrofio, refettori e dormitori.

La stessa Liliʻuokalani, regina delle Hawaii, in visita a Molokai rimase profondamente turbata nel vedere lo stato in cui vivevano i lebbrosi, tanto che non riuscì a completare il discorso ufficiale.

Fu proprio la principessa a far conoscere al mondo i meriti del religioso.

Padre Damiano morirà nel 1889, dopo aver contratto egli stesso la lebbra, non prima però di essere riuscito a portare avanti il suo servizio ai malati e aver favorito numerose conversioni. Aveva 48 anni.

Mahatma Gandhi citò Damiano come fonte di ispirazione per le sue campagne sociali in India che condussero alla libertà della sua gente e garantirono l’aiuto per quanti avevano bisogno. Gandhi scrisse: “La politica e il mondo giornalistico possono vantare eroi, ma pochi possono essere paragonati a Padre Damiano di Molokai. Vale la pena dare un’occhiata alle fonti di tale eroismo”.

Un pastore con l’ “odore delle pecore”.

Lo scrittore Robert Louis Stevenson ne rimase talmente colpito che lo difenderà da molte calunnie.

Verrà beatificato da Giovanni Paolo II (1995)  e canonizzato da Benedetto XVI (2009).

Esiste un film, Molokai, l’isola maledetta del 1959, diretto da Luis Lucia, con Roberto Camardiel e Javier Escrivá. È così che io l’ho conosciuto.

Ecco cosa scriveva nei suoi quaderni: “Senza la presenza costante del nostro Divino Maestro nella mia povera cappella, io non avrei mai potuto perseverare, condividendo la mia sorte con quella dei lebbrosi di Molokai”.

Senza polemica mi chiedo: Cosa farebbe padre Damiano nel tempo del Coronavirus?

©David Murgia

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