Ebbene sì. Dopo aver trattato la profezia dei Tre Giorni di buio , di quella di Fatima e dei 10 segreti di Medjugorje  (vedi qui per la versione digitale e qui per quella cartacea) ora tocca agli scritti di un’altra mistica.

Me l’ha fatta notare una mia amica di facebook.

Si tratta di Luisa Piccarreta, l’apostola della Divina Volontà, che fin da bambina fu destinataria di straordinari fenomeni mistici. Il diavolo la tormentava spesso, e pur essendo semianalfabeta scrisse moltissime cose di cui gli stessi confessori rimanevano stupefatti.

Visse le sue esperienze sempre in modo modesto e lontano da ogni forma di pubblicità.

Dopo molte sofferenze si spense a 81 anni e il suo cadavere rimase seduto, nella stessa posizione di quando viveva. Per questo, le fu costruita una cassa tutta speciale.

I suoi scritti appassionano molto e dividono. Secondo alcuni, proprio a causa dei suoi scritti, la causa di beatificazione di Piccarretta sarebbe ferma. In realtà, se ben ci pensiamo, la medesima sorte è accaduta anche per altri santi. Prima fra tutti, la grandiosa Faustina Kowalska, il cui Diario della Misericordia fu addirittura messo all’indice. O ancora Madre Speranza, che subì la stessa sorte.

E quindi ecco che Luisa Piccarreta appunta nei suoi diari qualcosa che – lasciatemelo dire – sembra proprio riferirsi a quanto sta accadendo per il Coronavirus.

Come sempre lo pubblico senza commentarlo.

Ognuno si faccia la propria idea.

“Ho passato una notte e un giorno inquieta. Fin da principio mi sentivo uscire fuori di me stessa, senza che potessi trovare il mio adorabile Gesù; non vedevo altro che cose che mi facevano terrore e spavento. Vedevo che nell’Italia si alzava un fuoco e un altro si era alzato nella Cina, che a poco a poco, unendosi insieme, si confondevano in uno solo… Vedevo una sommossa, un tumulto, un uccidere gente.” (30 Luglio 1900).

“Figlia mia – è Gesù che parla – i castighi che sto mandando sono niente ancora, a confronto di quelli che stanno preparati. … E mentre ciò diceva, innanzi a me vedevo tante persone infettate da malori contagiosi, che morivano.” (3 Luglio 1900).

 

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© David Murgia