È arrivato dal 30 agosto scorso su Netflix The Deliverance: La redenzione, un film horror (con Glenn Close e Mo’Nique) che sarebbe un errore definire come la classica pellicola sugli esorcismi. In effetti è molto di più. E io ne so qualcosa visto che me ne sono occupato personalmente – molti anni fa – quando conducevo il mio programma Vade Retro.

E non vi nascondo che ancora oggi ripensare a questa vicenda mi viene un po’ di magone.

Ebbene la mia inchiesta si intitola “La Casa degli Spiriti” e la potete vedere gratuitamente QUI. Vi sono contenute le interviste ORIGINALI dei testimoni di questa tenebrosa vicenda.

Si tratta di una inchiesta fatta a seguito di una vicenda di cui i giornali americani parlarono tanto.

Questa storia viene dall’Indiana negli Stati Uniti ed è stata comprovata da foto e testimonianze di funzionari di polizia locale,  e di altri funzionari della sanità, sacerdoti, psicologi, dottori e infermieri. A dare la notizia il quotidiano l’Indianapolis Star che si è occupato di questa vicenda dopo aver ottenuto centinaia di pagine di documenti ufficiali sugli eventi accaduti. Una storia di infestazione diabolica senza precedenti, un caso significativo negli annali della presenza demoniaca nelle case.

È il 2011 quando la famiglia Ammons, nonna, madre e tre bambini si trasferisce in una casa d’affitto a Gary nello stato dell’Indiana. La casa si trova in una strada tranquilla dove ci sono piccole case a un piano. Tutto comincia con le mosche: grosse mosche nere, a sciami, inspiegabilmente riempiono il loro portico. A nulla sono servite reti e zanzariere. Anche a dicembre – quindi con il freddo – il fenomeno si ripresenta. E più gli Ammons ne uccidono più ne arrivano. Il signore delle mosche ha un nome: Belzebù.

Ma in quella casa accade di tutto: dopo mezzanotte si sentono passi pesanti che salgono dal pianterreno e inspiegabili scricchiolii. Ma nessuno che sale le scale. Da lontano si vedono ombre e figure maschili camminare lasciare impronte umide di scarpe.

Una data segna l’inizio della paura della famiglia Ammons: il 10 marzo 2012. Alle 2 di notte dopo aver trascorso la serata a discutere con alcuni amici le donne salgono nella camera da letto e cominciano a gridare. La  scena che gli si presenta davanti agli occhi ha dell’incredibile: la bambina di 12 anni levita inconscia sopra il letto. La scena dura qualche minuto le donne restano allibite terrorizzate e cominciano a pregare.

Le cose peggiorano con il passare dei giorni, tanto che certi notti sono così tremende che la famiglia preferisce andare a dormire in un hotel.

Del caso Ammons si interessano medici e i servizi sociali: c’è il dubbio che i bambini possono essere maltrattati o trascurati dalla famiglia. Si teme che la madre possa avere problemi mentali, ma il racconto della funzionaria va in tutt’altra direzione ed è raccapricciante: mentre lei parlava con la madre –  racconta la funzionaria – “il piccolo ha cominciato a ringhiare mostrando i denti. le pupille erano scomparse e gli occhi mostravano solo il bianco. Poi il piccolo ha serrato le mani intorno al collo del fratello maggiore rifiutandosi di lasciare la presa finché gli adulti non sono riusciti a staccare le sue mani dal collo.  Portati i due bambini in una stanzetta per separarli, il piccolo ha cominciato di nuovo a ringhiare verso il fratello ripeteva con voce profonda e innaturale:  è tempo di morire. Ti ucciderò“.

Ma quello che accade nella stanza testimoniato dalla funzionaria dei servizi sociali e dall’infermiere ha dell’incredibile: il bambino di 9 anni con un sorriso strano sul volto comincia a camminare all’indietro sul muro fino al soffitto e poi salta sopra sua nonna atterrando sui piedi. Un’acrobazia che nessun uomo sulla Terra è in grado di fare.

Le cose precipitano, finchè…..

Non voglio togliervi la sorpresa

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Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI

Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.

INVITO ALLA LETTURA:

Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato  braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.

La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.

Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.

Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.

“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA

(David Murgia)

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©David Murgia
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2 risposte a “LA CASA “DEL SIGNORE DELLE MOSCHE” SBARCA SU NETFLIX. SI TRATTA DI UNA MIA VECCHIA INCHIESTA SU UNO DEI FATTI PIÙ SCONCERTANTI CHE RESTERÀ NEGLI ANNALI DELL’ESORCISMO. VI TOGLIERÀ IL SONNO”

  1. Avatar Giuseppina Iannelli
    Giuseppina Iannelli

    buongiorno Dott. Murgia, la storia della casa infestata dalle mosche demoniache non è un caso unico e isolato. Anche qui in Brianza ho personalmente assistito ad un fatto simile. Con l’infestazione di formiche nere che ricoprivano un intero pavimento di una stanza. Nel mentre cercavo di scoparle via con scopa e paletta per raccoglierle sono sparite, ma nella paletta non avevo raccolto neanche una formica. Arrivederci al prossimo annuncio. Giuseppina

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  2. Ciao David,la puntata su questo caso che avevi fatto su “Vade retro”,era un ottimo documentario… … mentre il film su Netflix è la solita “immondizia americana”… …nella realtà di questo caso se ne erano occupati sacerdoti cattolici, mentre nel film viene consultata una pastora protestante,che viene uccisa dal demonio… …se il regista seguiva la storia reale ,poteva uscire un buon film, invece e risultato un film deludente, quasi una parodia…

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