Strana storia. C’è un tale che risiede nel Nord Italia che come mestiere fa l’organizzatore di pellegrinaggi a Medjugorje. In realtà è un abusivo (come lo è la gran parte di chi organizza pellegrinaggi qui in Bosnia Erzegovina), nel senso che solo gli operatori turistici, con tanto di patentino – per la legge italiana – possono organizzare viaggi e pellegrinaggi. E  questo signore, dunque, non paga tasse né contributi (mi auguro che la Guardia di Finanza intervenga presto) si permette anche il lusso di portare a Medjugorje preti un po’ particolari.

Preti che di giorno sono devoti pellegrini: salgono sul Podbro, guidano liturgie, praticano benedizioni, fanno preghiere di liberazione, confessano e ascoltano tutti.

Ma la sera si trasformano.

Come don C., sacerdote  di una grande diocesi del sud Italia che l’organizzatore abusivo di pellegrinaggi ha deciso in queste settimane di portare a Medjugorje.

Ebbene don C. appena la sera rientra in Hotel (pagato ovviamente con i soldi dei pellegrini che accompagna) lascia il clergyman e si dedica ad altre attività. Da particolari siti di incontri, cerca compagnie maschili per incontri sessuali “mordi e fuggi” e invia foto non proprio religiose.

Trascorre notti balorde con gli amichetti che incontra e poi la mattina torna ad essere un prete modello, tutto preghiera e messa.

Ben inteso, in tutto questo non c’è nessun tipo di reato: finché gli incontri avvengono con maggiorenni consenzienti il problema è solo di tipo morale ed etico.

Il punto è che le sue cronologie hot inviate per whatsapp e le sue foto intime – purtroppo per lui – sono andate a finire in mani sbagliate. Insomma hanno fatto un po’ il giro di molti cellulari.  C’è chi le ha condivise. Chi ci ha riso e scherzato. Chi ne è rimasto scandalizzato.

Volevo pubblicarle qui, ma ho preferito inviarle altrove

Ora la domanda è questa: perché questo prete viene a fare i suoi incontri sessuali proprio a Medjugorje? Forse perché qui si sente meno controllato? O forse perché Medjugorje è una sorta di zona franca dove la presenza di migliaia di pellegrini amplia in modo esponenziale la sua zona di caccia? Eventualmente chi dovrebbe vigilare?

E soprattutto: il tizio che organizza pellegrinaggi (fuorilegge) è complice di don C.? Lo aiuta nella sua caccia? Lo porta a Medjugorje proprio per queste avventure?

Personalmente il materiale che ho visionato e verificato (che è alla base di questo post) lo invierò alla Congregazione vaticana per il Clero e al suo Vescovo diocesano. Magari saranno interessati a fare qualcosa.

Questa è purtroppo l’altra faccia della città della Gospa. Una città santa e meretrice; dove la notte pellegrini e fedeli partecipano a veglie di preghiere e a processioni e che sempre più spesso diventa anche luogo di perdizione, dove preti e sacerdoti impuniti fanno incontri sessuali clandestini e partecipano a orge.

Comunque resto convinto di una cosa: nonostante i cialtroni che si atteggiano ad essere imprenditori turistici (peraltro abusivi e fuorilegge) e i preti con il “vizietto del maschietto”, Medjugorje resta, per me, sempre un luogo sfiorato dal Mistero. Nonostante questi personaggi.

E questa storia continua. Perché c’è molto altro da raccontare e da denunciare.

Per chi volesse avere una visione più completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI

Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.

INVITO ALLA LETTURA:

Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato  braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.

La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.

Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.

Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.

“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA

(David Murgia)

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©David Murgia
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