Strana storia. Un mio amico esorcista del Nord Italia qualche tempo fa mi confidava di essere molto preoccupato per una moda pericolosa: quella di conservare le ceneri del caro estinto in un bel vaso deposto sopra il camino di casa. Una sorte di soprammobile. E allora? “Il punto è che quelle ceneri – mi ha risposto – sono ciò che resta di un corpo. E quelle ceneri vengono evocate come si fa con le sedute spiritiche. I familiari, gli amici si riuniscono a casa e fanno una seduta spiritica e invece di utilizzare la tavola ouija (la classica tavoletta con lettere e numeri utilizzata dagli spiritisti) usano le ceneri del caro estinto”.

Dopo un momento di panico chiudo gli occhi e mi viene in mente un flash. Vi ricordate il cartellone?

“Cremazione Diamond. Trasformiamo in diamanti le ceneri dei tuoi cari”. E’ l’ultima frontiera della cremazione. E’ il nuovo servizio dell’agenzia funebre Taffo pubblicizzata da manifesti come questi (vedi foto in alto): una mano, arricchita dall’anello, di una donna sorridente sullo sfondo. “Tuo marito non potrà dirti di no”. Bisogna leggere il resto per capire il perché di tanta sicurezza. Il marito non potrà dire di no dal momento che non c’è più e non sarà lui a regalare il diamante alla moglie. Il diamante è lui stesso.

Campagna choc? Provocazione? Se è vero che è un diamante è per sempre, allora è eterno anche l’amore per i propri cari. E allora perché non portare sempre con sé un “pezzetto” di loro. L’operazione “trasforma il marito in diamante” avviene in laboratori specializzati, con sede in Svizzera. Trasformare le ceneri in una pietra preziosa varia dalle 3mila alle 15mila euro: ovviamente dipende da quanti carati si vuol portare al dito.

Chiesa e cremazione

Ma cosa dice la Chiesa sulla cremazione? L’apertura della Chiesa Cattolica alla cremazione dei defunti – con il divieto però dello spargimento delle ceneri – avviene nel marzo 2012. E lo fa la pubblicazione nella nuova edizione del ”Rito delle esequie” di un’apposita Appendice con le preghiere ”in caso di cremazione”. “Ma bisogna fare attenzione – spiega mons. Angelo Lameri, dell’Ufficio Liturgico della Cei – perché la Chiesa, anche se non si oppone alla cremazione dei corpi quando non viene fatta in ‘odium fidei’, continua a ritenere la sepoltura del copro dei defunti la forma più idonea a esprimere la fede nella risurrezione della carne, ad alimentare la pietà dei fedeli verso coloro che sono passati da questo mondo al Padre e a favorire il ricordo e la preghiera di suffragio da parte di familiari e amici”.

Non solo. “La cremazione si ritiene conclusa con deposizione dell’urna nel cimitero”, da leggersi – ha spiegato Lameri – come negazione ”della prassi di spargere le ceneri in natura o di conservarle in luoghi diversi dal cimitero”. Questa prassi infatti ”solleva non poche perplessità sulla sua piena coerenza con la fede cristiana, soprattutto quando sottintende concezioni panteistiche o naturalistiche”.