Come si fa non vedere in tutto questo la mano del Diavolo? E’ tutto talmente feroce e selvaggio che non si può non definirlo satanico. Sto parlando del massacro delle tre suorine giustiziate, violentate e massacrate domenica nella loro missione saveriana nel Burundi. Violentate prima di essere uccise. Ne è certa la polizia locale che ha anche rivelato che la terza missionaria, aggredita dopo che aveva scoperto i cadaveri martoriati delle consorelle, è stata decapitata.

Ditemi voi se questo non è “odium fidei”? Ditemi voi se queste tre suorine non si debbano definire martiri della fede perché uccise in odio alla Fede cristiana?

Tutto – sembra- è avvenuto nel corso di una rapina da parte di uno squilibrato, anche se le circostanze precise restano ancora «oscure». Due religiose sono state uccise nel pomeriggio di domenica, facendo pensare a una rapina degenerata, la terza nella notte tra domenica e lunedì.

Queste tre suore- Suor Olga Raschietti, suor Lucia Pulici (diocesi di Parma) suor Bernardetta Boggian – erano in Burundi non per fare affari. Non erano lì per vendere armi o trovare il petrolio. Erano lì in nome del Vangelo. Per aiutare i più bisognosi e portare Cristo.

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Il grido di Papa Francesco: “Il loro sangue diventi seme di speranza per costruire autentica fraternità tra i popoli”.

Tutto questo è assurdo. E pensando a queste tre suorine non posso non pensare all’altra suora uccisa. Massacrata con diverse coltellate. Parlo di Suor Maria Laura Mainetti. Ve la ricordate? E’ stata uccisa la sera del 6 giugno 2000. E’ stata assassinata lungo una stradina di campagna nei dintorni di Chiavenna (Sondrio). A mettere fine alla sua semplice esistenza condotta con dedizione fra i giovani, tre ragazze minorenni.

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Un omicidio senza senso, compiuto da Veronica Pietrobelli, Ambra Gianasso e Milena De Giambattista come epilogo di un rituale satanico.

La suora venne attirata con l’inganno nella stradina in cui trovò la morte. Qui pensava di incontrare una ragazza di 17 anni, la sedicente Erika (in realtà la Gianasso), che le aveva telefonato in convento dicendole di essere incinta dopo aver subìto violenza sessuale e di voler abortire. Giunta sul posto – un luogo isolato, il parco delle Marmitte dei Giganti – suor Maria Laura venne colpita in testa con una pietra e una delle tre ragazze la accoltellò.

La pista satanica inizialmente fu messa da parte ma poi verificata dagli investigatori. Infatti passò diverso tempo prima che le ragazze, arrestate dopo due mesi di indagini, portassero gli inquirenti a pensare a un omicidio satanico, parlando dell’omicidio come di un sacrificio offerto a Satana. “Quel sacrificio – si legge nella relazione conclusiva redatta dai carabinieri e consegnata ai magistrati – fu preceduto da una serie di atti satanici, come il giuramento di sangue che le giovani dissero di aver fatto. Il satanismo è la chiave di lettura dell’intera vicenda e il delitto, di fatto, era stato eseguito quale sacrificio a Satana”.

Nel «giuramento» ciascuna delle ragazze si fece un taglio, a un dito o a un braccio, poi versò il proprio sangue in un bicchiere mescolandolo a quello delle altre. Il rito si sarebbe dovuto concludere bevendo il sangue e solo una delle tre non riuscì a superare il ribrezzo.

“Vi perdono” furono le ultime parole sussurrate da Suor Maria Laura prima di morire.