E’ di queste ore la notizia di un nuovo documento dei vescovi toscani sulla questione esorcismo e Diavolo. La Chiesa è chiamata “ad accogliere le persone che chiedono di essere liberate e guarite dal maligno o dai suoi lacci, perché sono sempre persone bisognose di aiuto”. Lo affermano appunto i vescovi toscani nel documento “Esorcismi e preghiere di guarigione” con il quale hanno aggiornato la Nota pastorale “A proposito di magia e demonologia” pubblicata 20 anni fa. Il testo vuole fare chiarezza su esorcismi e magia, satanismo e disturbi psichici.

 “Considerevole – scrivono i vescovi, il numero di fedeli che si reca da sacerdoti e, a volte, anche da laici, per chiedere di essere liberati da possessioni e infestazioni diaboliche”. Spesso, avvertono i vescovi, le risposte sono “sbagliate”: alcuni sacerdoti “si rendono disponibili” ad accogliere, ascoltare, benedire queste persone, e “a volte, anche ad esorcizzarle, in modo però non permesso, non uniforme e non coordinato”. A volte sono laici a guidare le preghiere di liberazione.

Il documento parla anche di luoghi sbagliati dove avvengono questi riti. Come in chiesa, “in adunanze pubbliche, davanti all’Eucarestia solennemente esposta, con il rischio di alta spettacolarizzazione e con il pericolo di grave disorientamento dei semplici fedeli”. Non di rado, il sacerdote passa tra i fedeli “benedicendoli uno per uno con il Santissimo Sacramento e quasi sempre si verificano fenomeni quali urla, parole volgari, bestemmie e cose del genere che turbano non poco i fedeli presenti e specialmente i bambini e i più deboli”.

E lo stesso avviene talvolta in case private, in “incontri di preghiera pubblici, anch’essi altamente spettacolarizzati e con gesti e riti che alimentano superstizione e fanatismo”. Peggio poi quando si ricorre a “fotografie di persone assenti, per chiedere preghiere di liberazione e ottenere ‘diagnosi’ di possessioni diaboliche o di presenza di malefici”.

Severamente proibito “benedire singolarmente i fedeli con il Santissimo Sacramento dell’Eucarestia al fine di ottenerne la guarigione o la liberazione dal maligno”. Un paragrafo del testo si occupa di “un’espressione impropria: ‘Messe di liberazione o di guarigione’”, ricordando che “Ogni S. Messa, in quanto tale, è sempre fonte di liberazione, perciò non esiste nel Messale un formulario specifico ‘di liberazione’ o di guarigione’”.

Sul ministero dell’esorcismo, il documento ribadisce prima di tutto che lo può fare “soltanto il sacerdote che ne abbia ottenuto speciale ed espressa licenza da parte del proprio vescovo diocesano e limitatamente al territorio diocesano”. Si sottolinea anche l’importanza del discernimento, avvalendosi – se necessario – anche “della consulenza di persone esperte di medicina e di psichiatria individuate e approvate dal vescovo”.

In ogni caso – scrivono – “se una persona è affetta da disturbi psichici, praticarle preghiere di esorcismo sarebbe puramente illusorio e dannoso”.

Non si deve mai parlare di “compensi” per quanto ricevuto. “Le eventuali offerte”, chiarisce il documento, “non solo devono essere assolutamente libere ma devono essere rigorosamente accolte secondo le indicazioni della legge della Chiesa e delle disposizioni della Cei”.

Siamo proprio dei creduloni: secondo Codacons sono 13 milioni gli italiani che nel 2013 si sono rivolti a maghi e chiaroveggenti.