Incredibile ma vero: su internet si possono comprare reliquie e resti di santi autentiche o false a qualsiasi prezzo. Un vero e proprio mercato clandestino. In questa Samarcanda del sacro si trova di tutto: un pezzetto (falso) della tunica di San Francesco d’Assisi o addirittura una spina (falsa) della corona di Gesù.

Sono solo alcuni esempi raccontati da Indagine ai Confini del Sacro su questo commercio clandestino che è diventato un vero e proprio business. Commercio che per diverso tempo ha avuto tra le prime vittime delle ignare suorine: le domenicane del monastero di Monte Mario a Roma. Le nostre telecamere per la prima volta sono entrate in questo luogo inviolato. Qui, al riparo degli occhi del mondo, queste suore di clausura dalla metà del XIX secolo  confezionano reliquie. Ci raccontano del commercio clandestino delle reliquie e di come anche loro sono state truffate.

Nella loro Chiesa è conservata la mano di Santa Caterina da Siena. Queste suore  hanno svolto con la massima diligenza questo lavoro e a fronte del quale chiedevano – a titolo di rimborso spesa ( le reliquie non si vendono) – solo poco decine di euro.

Peccato poi che a commissionare centinaia di reliquie a queste ignare religiose fosse qualcuno che poi vendeva a 500 euro le stesse reliquie mettendole in internet. Un affare colossale.

Ma al di là dei monasteri di clausura e di sapienti mani che da secoli confezionano reliquie, il commercio di frammenti di ossa di santi sembra essere diventato il nuovo filone d’oro.  Con telecamera nascosta abbiamo documentato chi cerca di venderle. Anche a caro prezzo. Vedere per credere.