A distanza di 70 anni si potrebbe riaprire il caso delle presunte 13 apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate nel 1944, in provincia di Bergamo, con protagonista la piccola veggente di 7 anni, Adelaide Roncalli. Al momento per la Chiesa ufficialmente non c’è stata né rivelazione, né apparizione, né può esserci un culto. Un vicenda che si intreccia con la seconda guerra mondiale, con al repubblica di Salò, con Pio XII e con Giovanni XXIII.

Un’affaire, quello di Ghiaie di Bonate, che si tinge di giallo. Misteri e leggende sembrano intrecciarsi dando vita a un noir a tinte fosche, tra presunte spie, false congiure e strani appostamenti. A causa di queste asserite apparizioni  la vita di questa bambina e della sua famiglia diventa molto difficile. Oltre alla violenza della guerra c’è anche la persecuzione. I fedeli si spaccano in due: c’è chi le crede e chi la definisce una “buffona” che si è inventata tutto. I suoi sostenitori gridano al complotto e alla congiura. Chi si oppone parla di fenomeno costruito ad arte.

Tuttavia in questa storia di complotti e dietrologie c’è un fatto. Vero. Autentico. Che lascia poco spazio all’interpretazione. Non c’è dubbio che nel 1948 il vescovo di Bergamo – dopo un lungo e travagliato processo diocesano – ha decretato ufficialmente che sulle presunte apparizioni di Ghiaie di Bonate “non consta la soprannaturalità” proibendo così ogni forma di devozione in quel luogo. Per la Chiesa – e questo vale anche oggi – dunque non c’è nessuna ragione soprannaturale ai fenomeni di cui si dichiarava destinataria la piccola Adelaide. I vescovi che si sono succeduti hanno sempre ribadito la validità di quel decreto.

Ma il caso Ghiaie di Bonate  ancora oggi interroga teologi, storici e fedeli (alcuni fedeli hanno lanciato una petizione on line per chiedere alle diocesi di Milano e Bergamo di rivedere il caso). Così ho deciso di dedicare un docu-inchiesta per il programma ‘Indagine ai Confini del Sacro’ che va in onda su Tv2000 il 17 maggio alle ore 22.30. dal titolo ‘1944: apparizioni a Ghiaie di Bonate, un caso ancora aperto?’.