Camminava a fatica, reggendosi sul suo immancabile bastone. Padre Gabriele Amorth era prima di tutto un combattente. In gioventù era stato un partigiano. Da esorcista un vero soldato. Gli volevo molto bene. Passavo da lui a trovarlo quando potevo. Mi riceveva nella sua piccola stanza. Era sempre lucido e cordiale. Ma era amareggiato. Sapeva che molte persone utilizzavano il suo nome per farsi pubblicità. Ne soffriva. Mi chiedeva se io sapevo qualcosa su questo argomento. Gli ho confermato che qualche volta ne ero stato testimone. Le voci però si facevano sempre più insistenti e cominciavano a circolare anche all’interno degli esorcisti. Molti restavano scettici. Altri invece non si spiegavano come era possibile che padre Amorth dava credito a personaggi particolari: pseudoveggenti, pseudomistici e altro.

Allora mi ha chiesto consiglio. Gli ho detto: prenda carta e penna e denunci ai suoi confratelli questa situazione. Dica senza peli sulla lingua – gli ho detto – che i suoi collaboratori sono pochissimi e che non basta una foto o un selfie per essere garanzia di approvazione o di fiducia.

Di veggenti e profeti autoproclamatosi che si facevano scudo di padre Amorth ne ho conosciuti tantissimi. Così come ho conosciuto tantissimi esorcisti ed esorciste abusive che si presentavano come collaboratori di padre Gabriele.

Padre Amorth ci stava troppo male per questa situazione e così ha deciso di scrivere ai suoi confratelli esorcisti ( la lettera è datata 13 maggio 2016).

La pubblico interamente perché ho visto che anche al funerale qualcuno ha voluto sfruttare la situazione.

“Vengo sempre più a conoscenza che un numero crescente di persone, sacerdoti e laici, si presenta sulla stampa e in Internet come se si trattasse di miei stretti collaboratori. Talvolta sono persone incontrate solo per un colloquio e per una benedizione e che hanno chiesto infine di poter fare una fotografia con me o una ripresa video ponendo poi tali foto e video su internet, per accreditarsi come miei collaboratori, mentre in realtà non lo sono; mi hanno anche attribuito parole che non ho mai detto. Talvolta sono stati pubblicati anche libri, a me ascritti, ma che io non ho mai direttamente contribuito a redigere e di cui sono venuto a conoscenza solo a pubblicazione avvenuta.

“Addirittura – ha aggiunto l’esorcista – vi sono pagine Facebook che io non ho mai curato e di cui non sono responsabile e nelle quali non si nega chiaramente la mia paternità. Si è anche verificata spesso la divulgazione di dichiarazioni a me attribuite, ma che in realtà io non ho mai fatto, o che sono state presentate in maniera distorta o estrapolate dal contesto generale del discorso da me fatto.

Così perdevano il loro significato. Anche catechesi o ritiri di preghiera, da me diretti in alcune case, sono stati talvolta strumentalizzati, per incassi personali, e posti poi su Internet per accreditare o pubblicizzare il gruppo che mi aveva invitato

Mi giunge voce anche di associazioni caritative che portano il mio nome e che si presentano come da me fondate o approvate, di cui io ero invece del tutto ignaro. Dichiaro che i miei stretti collaboratori, che sono pochissimi e fidati, non si presentano in pubblico né si fanno pubblicità profittando della mia persona, ma vivono in estrema riservatezza e discrezione

Invito a diffidare di chiunque si presenti come fosse da me autorizzato e a diffidare anche di siti che si presentano come da me gestiti o di pubblicazioni attribuite a me, ma da me mai esplicitamente autorizzate né conosciute, se non dopo la loro realizzazione”.

Padre Gabriele Amorth