Tutto è iniziato due giorni fa. Un viso carino di una bella ragazza mi manda un messaggio via facebook:

Ciao David, ti volevo dire che seguo sempre le tue trasmissioni. Per questo ti volevo proporre un consulto angelico, cioè ti posso dire come si chiama il tuo angelo custode e i nomi degli arcangeli che ti danno Energia, pace, gioia e amore”.

Una proposta in pieno stile New Age in cui qualcuno (canalizzatore) pensa di essere capace di farmi parlare con il mio angelo custode e con altre figure celesti.

Di norma sono tutte cialtronerie ma fanno molto effetto su alcune persone perché parlano di angeli, pace, energia. La solita poltiglia buonista.

La Chiesa cattolica parla sì di Angelo custode, ma in modo molto diverso rispetto alla concezione (in realtà è un miscuglio di tante filosofie orientali) della New Age.

Ma il punto non è questo. Quello di cui voglio parlare è di quei casi in cui a parlare –  per bocca di un medium – sia un defunto. Anzi meglio. Sia un’anima buona. Un angelo o anche un santo.

E a questo proposito in queste settimane mi sono molto appassionato alla vicenda del Glorioso Alberto (questo il link di una puntata a lui dedicata di Indagine Ai Confini del Sacro https://youtu.be/GiYiUYiDgtM).

Il culto al Glorioso Alberto è uno dei più importanti fenomeni religiosi del dopoguerra (con migliaia e migliaia di devoti) e una delle devozioni extraliturgiche più studiate in assoluto da antropologi ed esperti.

Il Glorioso Alberto altro non è che Alberto Gonnella nato a Serradarce, in provincia di Salerno, nel 1935. Vuole diventare sacerdote e così decide di entrare in Seminario. E’ molto giovane, ha poco più di 20 anni, quando viene investito involontariamente da un camion guidato dallo zio. Ne rimane schiacciato e muore.

Con la morte del ragazzo prende il via il culto (mai riconosciuto dalla Chiesa) al Glorioso Alberto. E questo grazie alla zia,  Giuseppina Gonnella – mamma di cinque figli, completamente analfabeta e di professione commerciante.

Improvvisamente, dopo la morte di Alberto, Giuseppina afferma di parlare – quando va in trance – a nome del nipote morto e a pronunciare profezie. Riceve persone, invita tutti alla preghiera, compie guarigioni, Tutti credono che a parlare attraverso lei sia l’anima buona di Alberto. E così Alberto,  nella devozione di queste persone, diventa il santo.

Ecco quella di Giuseppina viene chiamata dagli studiosi “possessione benigna” cioè una possessione che si ritiene – erroneamente – dovuta non all’intervento di un demonio o di Satana, ma all’intervento di un’anima  santa del Purgatorio.

La Chiesa e gli esorcisti hanno sempre contrastato fortemente la possessione benigna, sulla base del principio che gli angeli e le anime dei defunti possono presentarsi ai vivi col consenso di Dio, ma non impossessarsi dei loro corpi. Quindi questi tipi di possessione sono, probabilmente, soltanto simulazioni e travestimenti demoniaci.

Difatti poi ho approfondito ancora di più l’argomento del Glorioso Alberto e ho trovato la prova: da quello che sappiamo Giuseppina – stando a quanto riferito dal parroco dell’epoca – prima della morte di Alberto sarebbe stata vittima di un episodio di possessione diabolica da cui era stata liberata con un regolare rito esorcistico.