È tutto falso. Anche le prime sette apparizioni sono false. Torna all’attacco mons. Ratko Perić, vescovo di Mostar e da sempre fortemente contrario alle apparizioni, (diocesi da cui dipende territorialmente Medjugorje), dopo la nomina papale del visitatore apostolico (l’arcivescovo polacco Henryk Franciszek Hoser). E scrive di proprio pugno una nuova dichiarazione: “La posizione di questa Curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria”. “Sebbene – scrive il prelato – talvolta si sia detto che le apparizioni dei primi giorni potrebbero essere ritenute autentiche e che poi sarebbe sopraggiunta una sovrastruttura per altri motivi, in prevalenza non religiosi, questa Curia ha promosso la verità anche riguardo a questi primi giorni”. E cioè: “con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni”.

Non c’è quindi nessuna possibilità di investigazione. E questo perché – secondo il vescovo di Mostar “la figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla Chiesa: di solito non parla per prima; ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai “veggenti” e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia”. E poi ci sarebbero – per il prelato – una serie di episodi che lasciano perplessi. Episodi come “messaggi strani”, “segni ingannevoli”, “silenzi inspiegabili”, “profezie false su apparizioni false” e “toccamenti scandalosi”.

Per cui conclude il vescovo di Mostar “tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato e studiato da questa Curia diocesana, incluso lo studio dei primi sette giorni delle presunte apparizioni, si può pacificamente affermare: La Madonna non è apparsa a Medjugorje! Questa è la verità che sosteniamo”.

Domanda: come farà il visitatore di Papa Francesco, l’arcivescovo polacco mons. Hoser, a svolgere la propria missione pastorale se la diocesi è agguerritamente contraria al “fenomeno Medjugorje”?

Seconda domanda: ma quando il vescovo di Mostar fa dichiarazioni come queste lo fa a titolo personale o come atto ufficiale (e di governo) della Diocesi?