È una storia incredibile. Da leggere tutta d’un fiato. Che non vi lascerà indifferenti. È la storia avvincente della vera Immagine della Divina Misericordia, il quadro – per intenderci – fatto dipingere grazie ai suggerimenti di suor Faustina Kowalska, a seguito delle sue esperienze mistiche.

La sua narrazione è coinvolgente. Gli avvenimenti straordinari. E sconosciuti.

Tutto inizia a Vilnius (capitale della Lituania). Ci sono andato per trovare indizi e fonti proprio su questa immagine. Il risultato è stato un documentario e un libro: “Faustina e il Volto di Gesù Misericordioso” (Edizioni Ares, con la Prefazione di Paolo Ruffini, Prefetto per la Comunicazione della Santa Sede). Non potevo non mettere per iscritto le incredibili avventure di questo dipinto, provvidenzialmente nascosto e miracolosamente salvato per essere consegnato al mondo.

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Quello che racconto in queste pagine è un reportage, finora inedito, sulla storia avvincente e sui suoi segreti del Dipinto che, nella concezione della gente, insieme con la Sacra Sindone di Torino, dà una fisionomia certa a Gesù di Nazaret. Il Volto miracoloso che ha dato vita a un culto praticato da milioni di persone.  Dalla Polonia alla Lituania passando per la Bielorussia le vicende del Quadro si snodano in una vera e propria spy-story che – sullo sfondo dell’avanzata nazista e dell’invasione sovietica – raccontano, per la prima volta, il viaggio straordinario di questa sacra Immagine (attenzione non è quella conservata a Cracovia che tutti pensano sia l’originale) miracolosamente salvata da alcuni sacerdoti e, soprattutto, da un manipolo di donne coraggiose che l’hanno nascosta, rubata, comprata e riscattata, a beneficio dell’umanità intera.

Saranno, infatti, soprattutto degli umili sacerdoti e alcune semplici donne i personaggi principali degli eventi legati alla cura del dipinto che si snodano per oltre mezzo secolo coinvolgendo alcuni paesi dell’Europa dell’Est. Queste persone, veramente timorate di Dio e piene di fede, salvaguarderanno l’Immagine e la trarranno in salvo, incuranti dei pericoli a cui andranno incontro nell’epoca in cui i lituani e perlopiù i cristiani, sotto le dominazioni nazista prima, sovietica poi, vissero il dramma delle persecuzioni e delle deportazioni.

Non solo. Il culto e la devozione verso questa Immagine e il relativo messaggio sono sopravvissute nel tempo fino a oggi, grazie proprio alla «fede dei piccoli».

«Ricordo ancora quando David qualche anno fa – scrive Paolo Ruffini (è stato il mio Direttore di rete di Tv2000) nella prefazione al libro  – venne a raccontarmi la parte meno conosciuta della storia del primo quadro di Gesù misericordioso. Il libro che avete tra le mani, e state per leggere, ripercorre minuziosamente le incredibili peripezie di questo dipinto, provvidenzialmente realizzato, nascosto e salvato, per essere consegnato al mondo».