È partita non senza qualche (giusta) polemica il XIV Corso di Esorcismo e preghiere di Liberazione che si svolge presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (Roma).

Al Corso quest’anno siamo riusciti a far venire un vero personaggio:  Manuel Adolfo Acuña, vescovo Luterano che prenderà parte – durante il Corso – ad una tavola rotonda, con altri esponenti di confessioni cristiane, per parlare del diavolo.

Il vescovo Acuña come dicevo prima è un vero personaggio, perché oltre ad essere esorcista in Argentina e molto amico dell’allora cardinale Bergoglio è anche quello che – secondo alcune fonti – addirittura avrebbe ricevuto non poche persone indirizzate a lui proprio dall’allora arcivescovo di Buenos Aires perché dotato di un particolare carisma nel compiere esorcismi.

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Questo è quanto.

Ieri l’ho incontrato di persona e oltre ad essere un formidabile comunicatore, sempre sorridente e con la battuta pronta, mi ha fornito una gran bella lezione.

Ecco i fatti che voglio narrare senza far polemica: Sono seduto accanto ad Acuña con cui ho un ottimo rapporto. Siamo seduti in prima fila nell’aula magna dell’Ateneo e ogni tanto tra un intervento e un altro (nonostante il mio pessimo spagnolo) ci scambiamo qualche battuta. Durante l’intervento di Mons. Luigi Negri – arcivescovo emerito  di Ferrara – ad un tratto il prelato definisce  i Luterani “un sottoprodotto della cultura cattolica. Possiamo vezzeggiarli, andarli a trovare qua e là, ma restano un sottoprodotto”.

Ripeto non voglio far polemica né dare giudizi.

Io rimango perplesso. Il mio amico Acuña sussulta. E poi mi guarda. Ma non mi dice nulla. Anzi mi sorride. Poi finito l’intervento di mons. Negri mi chiede se posso presentarglielo.

Io, mentre acconsento e ci avviciniamo al prelato, temo il peggio. Penso tra me e me: “Ecco ora scoppia la rissa”.

Invece dopo la presentazione, Acuña bacia l’anello di mons. Negri e gli chiede la sua benedizione (vedi foto).

Resto zitto.

Ho ancora moltissimo da imparare.