Forse lo avevamo tutti dimenticato. Vi ricordate che qualcuno aveva detto come le apparizioni a Medjugorje sarebbero dovute terminare in un tale giorno. E così mi sono andato a rileggere il documento segreto che ho pubblicato e ho ritrovato questa affermazione che secondo me merita di essere approfondita.

La stessa Commissione Pontificia, infatti, rileva che i presunti veggenti – all’epoca dell’inizio delle presunte apparizioni – avevano dichiarato “che il fenomeno avrebbe avuto termine”. Cioè sarebbe dovuto finire a breve. Tanto che addirittura – era stato detto – la Madonna si sarebbe manifestata per l’ultima volta il 3 luglio 1981. “Ma, come si sa – si legge nel documento– questo non è accaduto. Da dove viene realmente, dunque, l’impulso verso questa lunghissima continuità successiva?”.

Dai documenti pontifici emerge che, interrogato su questo aspetto, per  P. Zovko (prima guida spirituale dei presunti veggenti)  “il riferimento ad un’imminente fine delle presunte apparizioni nasce da una ‘proiezione’ di Mirjana”. “Nei primi giorni della storia del fenomeno di Medjugorje – risponde il frate francescano – alla ragazza è stato dato un libro sugli eventi di Lourdes; dalla lettura Mirjana si è convinta – per analogia – che la Mandonna si sarebbe manifestata per l’ultima volta il 3 luglio 1981 e si è pronunciata pubblicamente in tal senso”.

Ecco dunque risolto il mistero. Sarebbe stata, secondo gli esperti della Commissione Pontificia, solo una suggestione la fine delle apparizioni.

“Nel corso delle varie audizioni, del resto, la Commissione Internazionale ha percepito – si legge nel dossier vaticano– in diversi modi la grande differenza di narrazione che sussiste tra gli eventi originari e gli eventi attuali. I presunti veggenti, infatti, sono apparsi senza emozioni e hanno assunto un’aria quasi professionale nell’accennare al fenomeno in fieri; quando, invece, nelle trascrizioni dei colloqui del 1981 emergono – con indiscutibile evidenza – la freschezza e l’ingenuità dei ragazzi che provano a riferire dell’esperienza vissuta durante le prime apparizioni”. Per cui, questi comportamenti  “evidenziano un atteggiamento sensibilmente mutato”, una “differenza di narrazione (e di credibilità)” che  “non può essere ascritta a motivi di disordine psicologico e nemmeno di conclamata immoralità, se non forse nel caso di Omissis” ma ad “una degradazione o rarefazione del fenomeno originario”.

©David Murgia