La recente pubblicazione della Relazione finale della Commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje – per anni top secret – che ho deciso di pubblicare ha risvegliato interesse da tutte le parti. Fatto abbastanza prevedibile.

Con l’occasione ho pensato bene di chiedere un parere a chi a Medjugorje ci ha vissuto per anni. E grazie a questa esperienza ha deciso di cambiare profondamente la propria vita.

Ho quindi chiesto alla mia amica Ania*, ex modella e fidanzata del nipote di Silvio Berlusconi, cosa ne pensasse del lavoro svolto dalla Commissione Pontificia. E sono contento della sincerità (di cui non dubitavo) delle risposte e soprattutto della bella notizia con cui Ania chiude il nostro colloquio.

Cosa ne pensi del dossier Ruini, soprattutto del fatto che la commissione ha riconosciuto vere le prime sette apparizioni?

Diciamo che da un po’ di tempo ero a conoscenza che sarebbe finita così. D’altronde non si possono esprimere sulle apparizioni che sono ancora in atto finché esse non cessano. Anche negli altri luoghi le apparizioni sono proseguite e la chiesa ha riconosciuto solo le prime. Altre erano rivelazioni private. Penso che sia giusto così per adesso. A Kibeho addirittura hanno riconosciuto solo alcuni come veri veggenti.

Nel dossier che ho pubblicato si fa riferimento alla possibilità di costruire un nuovo santuario sul monte Podrobo. Cosa ne pensi?

Non so se lo faranno, in realtà se fossero veri i 10 segreti sul monte delle apparizioni dovrebbe sorgere un segno che non sia fatto dall’ uomo e rimarrà lì in modo permanente. Vedremo. Credo che il santuario che c’è già vada bene, so che lo dovranno ampliare ma per il resto rimarrà tutto come prima.

La commissione ha scritto che bisogna vigilare sulle comunità presenti a Medjugorje e sui sacerdoti che esercitano il proprio ministero. Per la tua esperienza, l’allarme della Commissione è giustificato? Perché?

Da una parte si, anche perché le comunità che sono da tantissimi anni a Medjugorje, a parte qualcuna, sono abbandonate a loro stessi. Invece ogni comunità dovrebbe avere una guida e la protezione della chiesa e del vescovo del luogo. Ma sappiamo che a Medjugorje non è possibile (per via del vescovo che è contrario a Medjugorje). Poi spesso nascono nuove comunità, che se non sono accompagnate da una guida e se qualcuno non le monitora, possono fare quello che vogliono e non sempre questo può essere una cosa che porta buoni risultati.

La commissione scrive che i messaggi sono ripetitivi. Cosa ne pensi?

Penso che questo non lo possiamo giudicare perché anche una mamma dice 1000 volte una cosa ai figli perché loro finalmente possano capirlo.

Nella commissione si legge che i segreti non hanno nessun riconoscimento. Eppure molti fedeli di Medjugorje credono moltissimo nei segreti…

I segreti sono segreti. Prima si diceva che li doveva rivelare Padre Pethar (che ha una certa età, quindi tutti credevamo che avremmo assistito all’evento), poi parę che qualcosa sia cambiato. Oggi non so come è la situazione dei segreti quindi non mi posso esprimere ulteriormente. Se ci fossero, spero di assistere a questi eventi. Ma fammi aggiungere una cosa, se la gente aspetta solo i segreti per convertirsi forse non hanno capito niente, sarà troppo tardi.

Perché secondo te Medjugorje continua a dividere in due parte i fedeli?

Perché il diavolo è divisore, quando una cosa, persona o evento porta molte Grazie e conversioni, il diavolo si scatena.

Sempre la commissione ha ribadito che sulle esperienze attuali che i presunti veggenti affermano di avere non si può parlare di apparizioni. Tu hai mai assistito a fenomeni di questo tipo? Cosa succede secondo te ai veggenti quando hanno questo tipo di esperienze?

Io ho assistito personalmente a moltissime delle apparizioni. Avevo un rapporto molto caro con qualcuno dei veggenti. Non credo che alcuni di loro possano fingere, non è vero che non provano emozioni, glielo si legge sul volto. Ma se prima ci credevo cecamente ora diciamo che non mi interessa più se le apparizioni sono vere o meno, perché la Madonna è ovunque e parla al cuore di tutti noi. Se ci mettiamo in ascolto la possiamo sentire. Non vado a Medjugorje per i veggenti, per me sono persone come tutti gli altri, vado per Maria e per Gesù.

Come è oggi il tuo rapporto con Medjugorje?

Per alcuni anni ho sofferto molto vedendo diverse cose che succedevano e mettevano in discussione questo posto. Mi sono già espressa su quei fatti anni fa in un’intervista su settimanale “Oggi”. Ho ricevuto insulti e minacce, ma ero coerente soprattutto con me stessa. Sono venuta lì per trovare la Verità, perché se cercavo soldi e successo rimanevo all’epoca a Milano. Non mi mancava nulla. E se ho parlato così duramente su alcuni fatti, avevo i miei buoni motivi. Il tempo poi mi ha dato ragione. Molte cose non mi va di renderle pubbliche per amore di quel luogo, ma la commissione ha svolto bene il suo lavoro. Se non fosse per Medjugorje la mia vita non sarebbe cambiata, devo molto a questo luogo, ma anche alle persone che mi hanno accolta lì e si sono prese cura di me per due anni passati lì. Medjugorje per me è un luogo di conversione pace e conciliazione. Ed è così che deve essere ricordato.

Da quanto tempo non ci vai? Cosa ti manca di quel posto?

Non ci vado da alcuni anni. Perché sono successe diverse cose che mi hanno fatto sorgere qualche dubbio, volevo vederci chiaro, anche per il fatto che promuovendo una cosa dovevo esserne sicura della sua veridicità. Non metto la mia faccia solo per avere interviste su giornali o in TV. In questi anni ho rifiutato tantissimi inviti, a partire da trasmissioni molto importanti. Non faccio la pagliaccia solo perché mi fa comodo o c’è un tornaconto.

Nel mio cuore Medjugorje c’è stata sempre, ma qualche erbaccia doveva essere strappata. La commissione ha fatto un bellissimo lavoro e mi trovo in qualche modo d’accordo su diversi fatti. Sono contenta che non si cerca di insabbiare niente ma si è coerenti con eventi e persone coinvolte. Conosco abbastanza Mons Hoser e lo stimo molto. Credo che sia reciproco questo sentimento. Sono contenta che lui abbia preso in mano la situazione. Per vederci chiaro. Diciamo che più a fondo entri nel bosco, più alberi ci sono..

I veggenti erano abbandonati a sé stessi in realtà, soli in mezzo alle persone che vedevano in loro solo uno scopo di lucro oppure un’occasione per farsi due foto su giornali con loro. Venivano usati. Non avevano una guida (tranne padre Slavko e padre Jozo quelli più seri) e quindi alcuni potevano sbagliare la strada. La chiesa li aveva abbandonati a sé stessi.

Ora però importante raccogliere i frutti buoni di Medjugorje e cercare di salvare ciò che si può recuperare. Per il resto la verità non si farà attendere molto, prima o poi esce fuori. Ma l’unica certezza adesso è che la Madonna veramente è apparsa lì, questo deve essere per noi un segno della speranza per il futuro, che non siamo soli e chi vuole può accogliere questo amore che ci viene proposto gratuitamente.

Ed io a maggio ci torno a Medjugorje.

©David Murgia

*Ania Golędzinowska ex modella e subrette TV, autrice di diversi libri come “Salvata dall’inferno” e protagonista di diverse cronache rosa. Le sono stati attribuiti flirt da Cristiano de André a Emanuele Filiberto di Savoia. Quando ha avuto la sua conversione era fidanzata con Paolo Enrico Beretta (nipote di Silvio Berlusconi). A Medjugorje, insieme a fra Renzo Gobbi, ha dato vita ad un’iniziativa – “Cuori Puri” – che oggi coinvolge diverse migliaia di ragazzi e ragazze. Ora vive, studia e lavora a Milano come consulente d’immagine.