La vicenda di cui voglio parlarvi ha molti attori. Primo fra tutti Padre Pio. Ma poi c’è anche un altro sacerdote. Si chiama Luigi Orione, e anche lui per la chiesa cattolica è un santo.

Don Orione è un prete degli ultimi che godeva della “fiducia personale” di Pio X e svariate volte svolse per la Chiesa il compito di mediare in casi difficili, tra cui quello di Ernesto Bonaiuti. Ma è anche un prete dell’azione sociale pronto a rimboccarsi le maniche in ogni momento. E quando la Sicilia intera ha bisogno di lui – per il terremoto di Messina – don Luigi è in prima fila

Ma attenzione. Se oggi vi parlo di don Orione lo faccio perché entrerà in modo attivo anche nelle vicende di un altro santo straordinario: Padre Pio da Pietrelcina. Questi due santi, pur non conoscendosi e pur non essendosi mai incontrati insieme riusciranno a compiere qualcosa di miracoloso

Quello che in questo racconto ci interessa è un determinato momento della vicenda di Padre Pio. I fenomeni mistici che interessavano lo stigmatizzato del Gargano avevano, infatti, cominciato a dargli grande notorietà e quindi erano migliaia i fedeli che si recavano a San Giovanni Rotondo per parlare con il frate cappuccino. In poche parole il fenomeno Padre Pio era esploso e diventava difficile contenerlo. Da una parte la stessa comunità dei cappuccini non capiva bene cosa stesse succedendo al proprio confratello. Dall’altra parte anche la Santa Sede,  chiamata in causa, guardava con un certo sospetto quello che lì accadeva.

Dobbiamo tenere in mente che questo è anche il periodo della comparsa delle stimmate sulle mani di padre Pio. Cioè le mani del santo presentavano in modo visibile i segni della passione, quindi dei chiodi, di Gesù prima di morire sulla croce. E proprio a causa delle stimmate – potremmo dire – iniziano le persecuzioni contro Padre pio. Stimmate per alcuni considerate per niente autentiche, ma semplice forma di isteria, come nel caso dello studio di Padre Gemelli.

Ed è proprio in questo momento che entra in scena Emmanuele Brunatto personaggio di cui sappiamo pochissimo. Padre Pio lo chiamava “u poliziottu” perché era in grado di trovare qualsiasi cosa e risolvere problemi. E, appunto, quando la grande tormenta delle persecuzioni si abbatte su padre pio lui scende in campo. E lo fa minacciando la Santa Sede di pubblicare il “libro bianco”, un sorta di dossier in cui sono documentati vizi e debolezze attribuiti ai detrattori di Padre Pio. Una sorta di brogliaccio dove sono dimostrati comportamenti poco esemplari di preti e prelati.

E grazie a questa iniziativa, cambierà la storia di Padre Pio.

Racconterò questa straordinaria storia a Indagine ai Confini del Sacro su Tv2000 in un reportage in due puntate (sabato 21 marzo e sabato 28 marzo).

Ne vale la pena. Ve lo assicuro.

©David Murgia