Rita è una bella donna di 40 anni. È una professionista apprezzata. Ma combatte da sola la propria battaglia. Una battaglia contro il male. Contro il Diavolo.

Mi commuove sempre la sofferenza di chi sulla propria pelle fa esperienza dell’azione straordinaria del Diavolo. Sono i lebbrosi di questo millennio. Quelli di cui nessuno si preoccupa. Quelli che nessuno vuole avere come vicini di casa o come colleghi di lavoro.

Questa è la storia di Rita. È la sua storia di lacrime e dolori.

Ho sempre cercato – sia con il programma televisivo Vade Retro che con il mio libro su questo argomento – di concentrarmi più che sugli esorcisti sulle persone che soffrono questi disturbi spirituali.

Dalle loro storie c’è sempre da imparare.

Quella che sto per raccontare non è la storia di una emarginata sociale, né la storia di una persona affetta da disturbi psicologici. E ‘ la MIA storia, è la storia della mia vita, o meglio, di ciò che è stata la mia vita sino ad ora, all’alba dei miei 40 anni. È la storia di chi ha attraversato e sta attraversando il male, quello vero, quello reale.

Sono nata a cresciuta in una cittadina del nord, in una famiglia cosiddetta “normale”. La scuola, gli studi universitari e, contemporaneamente, qualche lavoretto per potermi mantenere. Tanta voglia di vivere, di assaporare i colori della vita, gli odori, la vivacità.

Invece, ciò che ho “assaporato” sulla mia pelle sono le conseguenze di un maleficio fatto quando ero piccolissima, probabilmente mentre ero ancora nel grembo materno. Si, perché il demonio esiste, agisce nella vita delle persone, deviandone il percorso, e provoca in loro sofferenze indicibili. E se non si ha la fortuna di individuare la fonte di questo malessere, si finisce per impazzire. Si finisce per essere vittime di diagnosi psichiatriche del tutto sbagliate.

Il male si insinua nelle tue ferite, si insinua nelle tue sensazioni, si insinua persino nella tua curiosità. E non credete a tutti coloro che  sostengono che il demonio non esiste, che i malefici non esistono, che si tratta di superstizione e di credenze medievali. Falso. Tutto assolutamente falso. Il demonio esiste eccome, è un ottimo stratega, un ottimo psicologo e, ricordiamoci, è un angelo ribelle, e in quanto tale è potentissimo. Per permissione divina, è in grado di deviare completamente la vita delle persone, è in grado di rompere matrimoni, di creare malattie, di far vivere una persona nell’isolamento più totale. Ed è ciò che è successo proprio a me: ho trascorso la mia vita nell’isolamento più totale. Intorno a me, solo terra bruciata.

Ho vissuto nell’impossibilità di fare amicizie, nell’impossibilità di vivere un amore. Malgrado i miei tentativi di uscire e di crearmi conoscenze, malgrado i miei hobby e i miei interessi che mi spingevano a trascorrere del tempo fuori casa, trascorrevo la mia vita in totale solitudine. Ero sola in mezzo a tanta gente. Per non parlare dell’amore. Ero corteggiata, questo si. Ma non appena mi piaceva un ragazzo ed accettavo il suo corteggiamento, vivevo un vero e proprio inferno. Il tempo di uscire insieme una volta, al massimo due, e il copione si ripeteva: il ragazzo in questione, senza nessuna apparente motivazione, mi mollava all’improvviso. Dalla sera alla mattina. Non solo mi mollava, ma non voleva più sentir parlare di me. Una rabbia immotivata trasformava colui che fino al giorno prima era un ragazzo perbene, in una persona terribile. Così, nel giro di un giorno, passavo dall’essere corteggiata, all’essere allontanata in malo modo senza alcuna motivazione (apparente). Passavo dall’emozione del giorno prima, trascorso in compagnia del mio corteggiatore, alla disperazione del giorno successivo. Si sa, le storie d’amore finiscono, magari anche in malo modo, fa parte della vita, bisogna accettarlo. Quando invece l’amore non è nemmeno cominciato, quando una ragione della “rottura” non c’è, quando un ragazzo il giorno prima ti vuole con cuore sincero e il giorno dopo ti disprezza, beh, allora diventa davvero difficile farsene una ragione. Ricordo di aver passato giornate intere durante la mia gioventù a tormentarmi chiedendomi: “dove posso avere sbagliato?”, “cosa ho fatto di male?”, “non avrei dovuto fare questo o quello..” Quel rifiuto immotivato diventava per me una lama affilata che mi trafiggeva l’anima. Quel sano desiderio d’amore, puntualmente infranto, si trasformava in dolore cupo, folle, insopportabile che mi attraversava il corpo da una parte all’altra.

Una volta, due volte, tre volte… il meccanismo si ripeteva in maniera puntuale e regolare ogniqualvolta provavo interesse per un uomo (e lui lo provava per me). Un meccanismo malefico, una precisione diabolica e perversa. Talvolta questo meccanismo conosceva una variante: qualche ora prima del primo appuntamento, accadeva qualcosa di imprevedibile: si rompeva la macchina, si veniva chiamati urgentemente al lavoro, un familiare si sentiva male ecc.

E così sono passati i mesi, gli anni, le stagioni, che non sono solo quelle meteorologiche, ma sono le stagioni della vita: da adolescente con tanta voglia di vivere, sono diventata una ragazza e infine una donna adulta, ancora in attesa del primo fidanzatino. Una donna a cui è stato negato il diritto di amare e di sentirsi amata. 

Non c’è un esame diagnostico che accerti la presenza di un disturbo di natura malefica. Le sofferenze spirituali in questo senso sono molto subdole: la vittima non ha nessuno strumento per capire che le disavventure della propria vita non dipendono da incapacità personali, ma dipendono da qualcosa di ben diverso. Non c’è una lastra, non c’è una tac. Non solo: colui che è vessato, o peggio ancora posseduto, non trova alcuna comprensione tra i familiari e gli amici. Il proprio dolore non viene compreso, non viene condiviso, o peggio, a volte viene addirittura deriso. Mi è stato consigliato di andare da un bravo psicologo/ psichiatra. E questo consiglio, anni fa, mi venne suggerito anche da alcuni sacerdoti a cui mi ero rivolta. Loro stessi non credevano ai miei racconti e in ogni caso, secondo loro, il demonio non esiste. Bisogna fare molta attenzione: non tutti i sacerdoti, per quanto ministri di Dio, hanno competenze e conoscenze in materia e finiscono- se pur in buona fede- col dare suggerimenti sbagliati. Bisogna recarsi da sacerdoti ed esorcisti competenti, con tanta Fede, che conoscono le trappole e le azioni del maligno, che hanno tempo e voglia di ascoltare un “paziente” senza fermarsi al primo colloquio. Spesso si confonde la situazione del vessato con quella dell’indemoniato. In realtà sono due cose ben diverse. L’indemoniato esce palesemente allo scoperto. Di fronte alle mani sacrosante di un sacerdote, di fronte alla stola del sacerdote, dà fuori di matto. Comincia a dimenarsi, a parlare lingue sconosciute, ad avere una forza sovraumana. Il vessato no. Il vessato apparentemente è sano, potrebbe non avere nessuna reazione di fronte alla preghiera, e di conseguenza potrebbe sentirsi tranquillizzato: “va tutto bene, non hai niente”. Invece no, perché l’azione del demonio è molto raffinata e subdola. Ti fa credere di non avere nulla, ti fa credere che i tuoi problemi non sono spirituali e che puoi tornare con normalità alla vita di sempre. Per quanto mi riguarda, le benedizioni che ricevevo dal sacerdote erano per me “acqua fresca”. Non sentivo assolutamente nulla. Nessuna reazione, nessun fastidio. Soltanto quando mi recavo nei luoghi con una forte spiritualità- come per esempio Assisi– allora si, mi sentivo male. Dolori alla testa talmente forti da perdere i sensi, da credere di essere sul punto di morire. Però, anche in tali casi, i più scettici sostenevano si trattasse semplicemente di forte emicrania. Invece no: non è semplice emicrania. E’ l’effetto della preghiera sulla persona maleficata. Satana odia la preghiera, odia i sacramenti, odia la Santa Messa. Soffre terribilmente durante la Messa e durante l’Eucarestia. La Santa Messa e l’Eucarestia devono diventare la medicina quotidiana. Meglio ancora se si riesce a trovare un sacerdote che, settimanalmente, prega sulla persona disturbata. E così, dopo anni di preghiera e di benedizioni personali, finalmente la prima liberazione: un filo di lana nero, pieno di nodi, lungo circa 15 cm, con un cappio all’estremità, esce dai miei organi intimi. Ecco la prova “provata” di una fattura, probabilmente fatta sui sentimenti o sugli organi riproduttivi. Si è materializzato in me l’oggetto usato per fare la fattura.

Ci tengo a dire che a un certo punto della mia vita, intorno ai trent’anni, io stessa ho finito per credere che fossi matta e che il fallimento della mia vita dipendesse da scelte sbagliate, da errori di valutazione, da precise responsabilità personali. E così, per un periodo, ho intrapreso un percorso psicologico che mi ha svuotato le tasche senza risolvere i miei problemi (d’altra parte, come avrebbe potuto?). Anzi, ero arrivata al punto in cui ero io a psicanalizzare la mia psicologa!

Era come se avvertissi una “regia” nascosta che, alle mie spalle, gestiva la mia vita. Una specie di candid camera dell’orrore che si nutriva della mia sofferenza. Pur vivendo in una grande metropoli, mi trovavo nell’isolamento più totale. Elemosinavo la vita. Mi sentivo morta all’interno di un corpo vivo.

Mi piace paragonare la mia storia a quella di un personaggio biblico, Sarah. Per effetto di un demone la poveretta rimaneva vedova la prima notte di nozze.  E cosi morirono ben sette mariti. Alla fine Dio manda in suo soccorso Tobia, aiutato dall’Arcangelo Raffaele, che riesce a spezzare il maleficio e a liberare Sarah, che finirà per sposarsi con Tobia.

Il perché Dio permetta l’azione di satana nelle nostre vite resta un mistero. E’ qualcosa la cui comprensione sfugge alla nostra razionalità umana. Sicuramente c’è un progetto divino più grande di noi, più grande di me. So per certo che le mie lacrime, la mia sofferenza, è stata preziosissima agli occhi del Signore. D’altra parte, non c’è Resurrezione senza passare dalla Croce.

LETTERA FIRMATA

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Di storie come queste ne parla il Dossier Vaticano segreto su Medjugorje che ho pubblicato in versione cartacea e anche in versione Kindle.

©David Murgia

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