Sta scoppiando piano piano il caso di p. Marko Rupnik, l’artista sacerdote gesuita che in queste settimane è accusato a vario titolo da più donne di molestie sessuali e psicologiche.

Dopo un primo momento di incertezza, ora la Curia generalizia dei Gesuiti pubblica nel proprio sito ufficiale un appello a tutte le donne affinché inviino le proprie denunce contro padre Rupnik in qualsiasi lingua.

“La mia principale preoccupazione in tutta questa vicenda – scrive sul sito padre Johan Verschueren – è rivolta a coloro che hanno sofferto e invito chiunque desideri presentare una nuova denuncia o voglia discutere di denunce già presentate a contattarmi. Vi assicuro che sarete ascoltati con comprensione ed empatia. Da qualche mese abbiamo creato un gruppo di persone, donne e uomini, di varie discipline e con diverse competenze, per gestire la situazione. Sono disponibili, come già lo erano prima, ad ascoltare, sostenere e aiutare. La mail di questo servizio è: teamreferente.dir@gmail.com e chi desidera contattarlo può scrivere in inglese, francese, italiano, spagnolo, olandese e tedesco”.

Pongo una domanda: qualora fossero fondate tutte le violenze di padre Rupnik che in queste ore stanno venendo fuori, cosa ne sarà di tutti quei mosaici che lui stesso ha realizzato in posti chiave del Cristianesimo come San Giovanni Rotondo e Lourdes? Questi mosaici artistici potranno rimanere al loro posto nonostante chi li ha realizzati si è comportato nel peggiore dei modi?

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Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI

Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.

INVITO ALLA LETTURA:

Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato  braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.

La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.

Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.

Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.

“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA

(David Murgia)

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©David Murgia
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(Tutti i diritti riservati)

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Una replica a “CASO RUPNIK, L’APPELLO DEI GESUITI ALLE DONNE:”DENUNCIATE IN QUALSIASI LINGUA LE VIOLENZE E I SOPRUSI””

  1. Spero che rimangano al loro posto.
    Nemmeno il Caravaggio, per dirne uno, era uno stinco di santo – ancorché laico – però le sue opere sono (quasi) immortali.

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