Sta scoppiando piano piano il caso di p. Marko Rupnik, l’artista sacerdote gesuita che in queste settimane è accusato a vario titolo da più donne di molestie sessuali e psicologiche.

Dopo un primo momento di incertezza, ora la Curia generalizia dei Gesuiti pubblica nel proprio sito ufficiale un appello a tutte le donne affinché inviino le proprie denunce contro padre Rupnik in qualsiasi lingua.

“La mia principale preoccupazione in tutta questa vicenda – scrive sul sito padre Johan Verschueren – è rivolta a coloro che hanno sofferto e invito chiunque desideri presentare una nuova denuncia o voglia discutere di denunce già presentate a contattarmi. Vi assicuro che sarete ascoltati con comprensione ed empatia. Da qualche mese abbiamo creato un gruppo di persone, donne e uomini, di varie discipline e con diverse competenze, per gestire la situazione. Sono disponibili, come già lo erano prima, ad ascoltare, sostenere e aiutare. La mail di questo servizio è: teamreferente.dir@gmail.com e chi desidera contattarlo può scrivere in inglese, francese, italiano, spagnolo, olandese e tedesco”.

Pongo una domanda: qualora fossero fondate tutte le violenze di padre Rupnik che in queste ore stanno venendo fuori, cosa ne sarà di tutti quei mosaici che lui stesso ha realizzato in posti chiave del Cristianesimo come San Giovanni Rotondo e Lourdes? Questi mosaici artistici potranno rimanere al loro posto nonostante chi li ha realizzati si è comportato nel peggiore dei modi?

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Una risposta a “CASO RUPNIK, L’APPELLO DEI GESUITI ALLE DONNE:”DENUNCIATE IN QUALSIASI LINGUA LE VIOLENZE E I SOPRUSI””

  1. Spero che rimangano al loro posto.
    Nemmeno il Caravaggio, per dirne uno, era uno stinco di santo – ancorché laico – però le sue opere sono (quasi) immortali.

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