È morta qualche giorno fa la “donna dei misteri”. Sabrina Minardi, la super testimone del rapimento di Emanuela Orlandi amante del boss della Magliana Renatino De Pedis, che non fu creduta del tutto dai giudici, anche se le sue dichiarazioni fecero riaprire l’inchiesta sulla ragazza vaticana sparita

In molti hanno parlato e straparlato di lei. Ma in pochi davvero la conoscevano.

Io, lo confesso solo ora, sono tra questi.

O meglio l’ho conosciuta quaranta anni fa. E l’ho conosciuta semplicemente perché abitavamo nello stesso palazzo. Entrambi vivevamo a Trastevere. Più precisamente in via degli Orti di Trastevere. Ci ho abitato per circa 35 anni. Una via residenziale tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il caratteristico mercato di Porta Portese.

Io sono più piccolo di lei di circa dieci anni, ma quella bella ragazza, appariscente e affabile, me la ricordo bene. Me la ricordo perché, soprattutto d’estate, da adolescente insieme ai miei amici trascorrevamo le vacanze estive giocando a pallone e scorrazzando in motorino sotto casa. E per questo la incrociavamo spesso e scambiavamo con lei qualche chiacchiera.

Nella via ci conoscevamo un po’tutti. Lei era in compagnia di un uomo a cui noi ragazzi spesso – soprattutto come scusa per guardare meglio la bella ragazza – chiedevamo l’autografo. Lui è Bruno Giordano, per un periodo è stato proprio il compagno della Minardi, e a quei tempi indossava la maglia numero 9 della Lazio.

Quando la incontravo sotto casa e un po’ goffamente e arrossendo la salutavo lei era sempre gentile e sorridente. “Ciao David – mi diceva scherzando– mi raccomando: tu e i tuoi amici non fate troppi guai”.

È davvero una strana storia come – me ne rendo conto solo ora – alla fine ho vissuto senza accorgermene in una via che è stata per molti anni anche il quartier generale di intrighi politici e malaffare.

Perché anche dopo, quando sono diventato un po’ più grandicello ho continuato a incontrare nella via o nel palazzo Sabrina. Ma non più in compagnia di Giordano. Ma in compagnia di un altro uomo. Sempre ben vestito e distinto. E anche – se devo dirla tutta – affabile a giudicare dalle pochissime volte che chi ho parlato. Solo che allora non sapevo chi fosse e quanto – soprattutto – fosse pericoloso. Solo dopo ho capito che era  Renatino De Pedis, il terribile boss della Banda della Magliana.

A quei tempi, metà degli anni ’80, solo gli investigatori sapevano chi fosse. Per noi ragazzi era solo un uomo fortunato, perché in compagnia della bella Sabrina.

Trastevere era, dunque, diventata un centro di potere. E la mia vita da adolescente e da ginnasiale si è snodata lungo questo quartiere pieno di “sorprese”.  Come quando sempre da studente, almeno per due stagioni estive, insieme ai miei amici di scorribande (Alessio e Silvio) ho lavorato, senza saperlo, come cameriere – per pagarmi le vacanze- presso un noto ristorante/pizzeria. Solo diversi anni fa si è saputo che il locale era di fatto una “lavanderia” degli affari di Renatino De Pedis e della sua banda.

Me lo ricordo Renatino, questo proprietario che vestiva in modo molto elegante, che ci pagava bene e che mi richiamava quando legavo al palo la mia Vespa di fronte al ristorante per non farmela rubare. Mi rimproverava dicendo che a Trastevere nessuno rubava nulla e che semmai me l’avessero rubata ci avrebbe pensato lui.

Solo ora capisco perché il nostro palazzo di Trastevere – quartiere dove ho lasciato il cuore per gli affetti, le fidanzatine, gli amici e gli ottimi ricordi – in quegli anni non ha mai subito furti. E soprattutto perché nella via non si spacciava assolutamente.

Come poteva essere altrimenti?

E ancora: indovinate un po’ chi venne ad abitare nello stesso mio palazzo negli anni 90? Un noto giudice. Che guarda caso ha sempre a che fare con la storia della banda della Magliana.

***

Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI

Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.

INVITO ALLA LETTURA:

Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato  braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.

La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.

Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.

Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.

“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA

(David Murgia)

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©David Murgia
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Una replica a “È MORTA LA DONNA DEI MISTERI. SABRINA MINARDI SI PORTA NELLA TOMBA ENIGMI E SEGRETI (DOVE È IL CORPO DI EMANUELA ORLANDI?). IO L’HO CONOSCIUTA E SENZA SAPERLO SONO STATO TESTIMONE DI MOLTE “SORPRESE”. LA MIA CONFESSIONE”

  1. Il mondo è piccolo. Ma piccolo piccolo davvero…

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