La data della richiesta è del 25 gennaio scorso ma solo in queste ore è stata resa pubblica dallo stesso Mons. Carlo Maria Viganò.
Su suo blog personale l’ex arcivescovo – scomunicato da Papa Francesco nel luglio 2024 – afferma di aver chiesto a Papa Leone un incontro che in un primo momento gli era stato accordato ma successivamente e improvvisamente era stato disdetto e cancellato
“Mentre un Arcivescovo cattolico – scrive Viganò alludendo a se stesso – non veniva ritenuto degno di essere ricevuto in Udienza, un’abortista omoeretica nelle vesti di “arcivescovessa” anglicana (il riferimento è all’incontro in Vaticano della nuova arcivescova di Canterbury, Sarah Mullally) ha meritato non solo gli onori protocollari del Vaticano, ma addirittura di comunicare in sacris con Leone e altri Prelati, giungendo ad impartire una “benedizione” nel sacello del Principe degli Apostoli”.
La lettera dell’ex arcivescovo inviata a Papa Prevost contiene sostanzialmente notizie autobiografiche e difensive in cui l’autore ripercorre la propria carriera diplomatica nella Santa Sede, le tensioni con la Curia e le accuse di corruzione da lui denunciate. Rivendica poi la propria fedeltà alla Chiesa cattolica e al Papato, ma contesta duramente il Concilio Vaticano II, il pontificato di Bergoglio e la scomunica ricevuta, giudicandola ingiusta e ideologica. Chiede infine di essere ascoltato, di ottenere riparazione e di poter chiarire le proprie posizioni davanti all’autorità ecclesiastica.
“Dinanzi alla scomunica illegittimamente comminatami rivendico– conclude la missiva – di non essere scismatico. Sin d’ora rinnovo l’incondizionata intenzione di adempiere ad ogni obbligo che mi si impone come Successore degli Apostoli”.
Ma forse il passaggio più interessante si trova quando l’ex prelato fa riferimento alle malefatte del cardinale Theodore McCarrick – abusatore sessuale, venne prima sospeso a divinis e poi dimesso dallo stato clericale per volere di papa Francesco – denunciate dallo stesso Viganò che lo costrinsero a vivere “per alcuni anni in luoghi segreti, come mi fu consigliato dal Card. Raymond Leo Burke in considerazione delle minacce ricevute, e del fatto che il mio immediato predecessore a Washington, il Nunzio Pietro Sambi, aveva trovato la morte in circostanze molto sospette”.
Che vuol dire? Secondo la cronaca Monsignor Pietro Sambi è morto il 27 luglio 2011 all’età di 73 anni. È deceduto presso il Johns Hopkins Hospital di Baltimora a causa di complicazioni insorte in seguito a un intervento chirurgico ai polmoni. Dal 2005 ricopriva l’importante ruolo di Nunzio Apostolico (ambasciatore della Santa Sede) negli Stati Uniti.
Ora, mi chiedo a quali circostanze sospette fa riferimento mons. Viganò? E se è in possesso di informazioni di questo tipo perché non ha denunciato i fatti nelle sedi opportune?
Il rischio di affermazioni così pesanti è che si getti sospetti generici su tutti, senza portare nessun elemento nuovo e preciso.
Solo chiacchiericcio?
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Per chi volesse avere una visione completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.
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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI
Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.
INVITO ALLA LETTURA:
Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.
La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.
Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.
Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.
“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA
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©David Murgia
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