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IL SEGNO DI GIONA

IL BLOG DELLA CRONACA DEL SACRO

di DAVID MURGIA

+++ ECCO COME È MORTO ALEX MARANGON. IL RACCONTO DI CHI ERA PRESENTE. IL GIALLO DELLA LA LETTERA: “È STATO OGGETTO DI UNO SCAMBIO. HA COMBATTUTO COME UN LEONE  PER IL SACRIFICIO. È UNA DIVINITÀ”

Qualche giorno fa ho ricevuto dal padre di Alex Marangon, il giovane che ha perso la vita a Vidor nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2024, dei documenti eccezionali. Prima di mostrarveli, però, dobbiamo fare un passo indietro.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane barman avrebbe preso parte a un rito sciamanico celebrato all’interno dell’abbazia (da tempo sconsacrata) di Santa Bona. Per la Procura di Treviso, la “consapevole assunzione” di sostanze stupefacenti, della quale altri soggetti non sarebbero responsabili, avrebbe indotto Alex Marangon a superare un parapetto e a lasciarsi cadere in un dirupo con un dislivello di una decina di metri sul Piave.

Ora veniamo ai documenti che il papà di Alex – che, insieme alla moglie e agli altri familiari, pretende di sapere che cosa sia accaduto quella notte – mi ha inviato. Si tratta di una sorta di lettera composta da due fogli, attribuita a una persona che sarebbe stata presente al rito.

Ecco la trascrizione esatta:

Alex 

era già una divinità

in questa dimensione

L’ho visto, ero presente

È stato oggetto di uno

scambio ad un livello

per noi comuni, inaccessibile.

Adesso è una divinità

asceso ad altre dimensioni.

Sì, ha combattuto come

un leone per accettare

il sacrificio di lasciare

questa dimensione…

Ma l’ha fatto! 

Ora per le forze oscure

che apparentemente

imperversano per i

cambiamenti in corso

sul genere umano, il

lavoro procederà con la

repressione di queste pratiche.

Ma si tratta di una pulizia.

Destinate a ripulire un

livello troppo dedito alla

materia.

Il lavoro per chi, come lui

era ed è di alto livello

spirituale, prosegue.

Ed è più forte.

Grazie Alex. Con amore.

Questo testo mi inquieta molto. Proviamo ad analizzarlo. Chi scrive interpreta la morte di Alex come un passaggio a una condizione spirituale superiore, inserendola nella prosecuzione di un “lavoro” spirituale di purificazione. Il lessico utilizzato ricorre negli ambienti esoterici e soprattutto contiene tematiche legate al Santo Daime.

Il passaggio decisivo è la sequenza “scambio” → “sacrificio” → “pulizia” → prosecuzione del “lavoro”. Chi scrive, appunto, costruisce una spiegazione spirituale della morte, attribuendole una funzione all’interno di un conflitto fra dimensioni superiori e “forze oscure”.

Inoltre Alex viene definito “una divinità” già durante la vita e, e descritto, dopo la morte, come asceso ad altre dimensioni. Come fosse un prescelto. “L’ho visto, ero presente” si legge. L’autore rivendica, quindi, una testimonianza diretta ma colloca lo “scambio” a un livello “per noi comuni, inaccessibile”. Scrive inoltre che Alex “Ha combattuto […] per accettare il sacrificio” presentando così la sua scelta infine accettata. Ma su quali basi può affermarlo? Che cosa intende per “sacrificio”? Alex ha voluto davvero morire o ha acconsentito a qualcosa?

E poi c’è forse la parte più inquietante: la missione continua. Che cosa significa? A che cosa si riferiscono le parole “pulizia” e “repressione”? Che cosa dovrebbe accadere per “ripulire un livello troppo dedito alla materia”? Dobbiamo aspettarci altri morti?

Capite che tutto questo è folle?

Il punto che voglio sottolineare è questo: quando si conosce poco o per nulla l’ambiente religioso o esoterico nel quale si colloca una vicenda su cui si indaga, si rischia di non comprenderne il linguaggio, le dinamiche e gli eventuali moventi.

Comprendere quell’ambiente serve anche a distinguere una ricostruzione dei fatti da una narrazione che attribuisce loro un significato spirituale.

Mi auguro che le indagini proseguano e che anche queste parole trovino una spiegazione.

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