Ore 23,00. Mi squilla il cellulare. Sono mezzo addormentato mentre seguo in tv programmi noiosissimi sulla situazione politica.

Rispondo:

  • Pronto
  • Ciao David, scusa per l’orario
  • Caro giudice, non ti preoccupare. Non stavo ancora a letto
  • Ti chiamo perché sto seguendo in tv la storia della messa satanica e delle rivelazioni del mostro del Circeo, Angelo Izzo
  • Sì. Ho letto. Che storia incredibile..
  • Non solo è pazzesca ma forse siamo davanti allo stesso gruppo – che tra l’altro opera anche al centro Italia – di cui è stata vittima la donna di cui mi hai parlato..

Faccio fatica a mettere a fuoco. Poi mi vieni tutto in mente. Lei si chiama Maria. La sua storia sembra un film. Ha circa 30 anni. E’ stata venduta dal suo fidanzato ad un gruppo per un rito satanico. Viene prima drogata e poi trasportata in un casolare. Qui le fanno di tutto: violentata numerose volte da più persone, costretta a bere sangue (umano?) e sperma. È un miracolo che è ancora vita.

E’ la stessa versione che Angelo Izzo, uno degli autori del massacro del Circeo (attualmente detenuto nel carcere di Velletri,), racconta ai giudici riguardo Rossella Corazzin, 17enne rapita nel ’75 e mai ritrovata.

Una trama che intreccia due storie di sangue italiane, due tremende pagine di cronaca: quella del massacro del Circeo e quella del mostro di Firenze (di cui parlo anche nel mio libro Satana in Tribunale proprio per sottolineare il carattere esoterico-magico dei delitti dei Mostri di Firenze). I personaggi collegati a queste vicende infatti si conoscevano, erano amici e quell’estate del 1975 erano in vacanza a Cortina. Si tratta di Gianni Guido, uno dei protagonisti del massacro del Circeo e Francesco Narducci, il medico morto misteriosamente nel 1985, legato ai misteri del Mostro di Firenze.

Secondo quanto riferito al magistrato Gianni Guido e Francesco Narducci, con Andrea Ghira e altri due giovani bene, “si sarebbero avvicinati a Rossella a bordo di una Land Rover mentre stava passeggiando a Tai di Cadore”.

Sia Guido che Narducci all’epoca avevano una casa poco distante, a Cortina. Nella casa sul lago Trasimeno – è sempre il racconto di Izzo – venne inscenato un vero e proprio rito satanico: la ragazza sarebbe stata legata ad un tavolo, seviziata e violentata da dieci persone incappucciate, tra le quali lo stesso Izzo. Il quale al pm Pavone ha detto però di non aver preso parte all’assassinio. “Non ho visto l’omicidio – ha raccontato – ma sapevo che doveva essere soppressa”.

Pericolose coincidenze.

(Nella foto Donatella Colasanti ritrovata ne baule di un’auto dopo il massacro del Circeo)