Con la nomina di mons. Peter Palić nuovo vescovo di Mostar – diocesi dai cui dipende territorialmente Medjugorje – si chiude una fase storica per questo fenomeno. Mons. Ratko Peric va in pensione. E con lui va in pensione non solo uno dei più grandi e feroci oppositori di Medjugorje ma va in soffitta anche un modo di gestire il fenomeno della Gospa troppo spesso considerato “irrazionale e sconsiderato”.

Altro che terremoto (che tra l’altro qualche giorno fa c’è stato davvero a Medjugorje). Finisce davvero un’epoca che ci porta ai primi anni ’80 dove sia Peric – che il suo predecessore Zanic – hanno gestito il caso Medjugorje. Un’epoca segnata certamente da contrasti, ideologie, dittature, servizi segreti ma soprattutto da pregiudizi.

Pregiudizi (talvolta veramente fuori luogo) nei confronti non solo di quei ragazzi (veggenti) ma anche dei pellegrini che ogni anno si recano nel piccolo paesino della Bosnia Erzegovina e dei frati che si occupano di loro.

Si narra a questo proposito (ma è ben più di una semplice narrazione) di un violento scontro avvenuto durante l’interrogatorio dell’ex vescovo di Mostar e alcuni membri della Pontificia Commissione internazionale – guidata dal cardinale Ruini– istituita proprio per indagare sul fenomeno

Durante l’udienza, infatti, (le sedute si tenevano nelle grandi aule dell’ex Sant’Uffizio) gli animi si sarebbero scaldati e qualcuno addirittura si sarebbe alzato e avrebbe sbattuto la porta.

A chi chiedeva conto con garbo a mons. Peric come era stato possibile ignorare un fenomeno del genere, il prelato avrebbe risposto: “è una colossale truffa”.

Del resto anche i rapporti tra mons. Peric e il delegato pontificio per la parrocchia di Medjugorje, mons. Hoser, non erano brillanti.

Infine, lo stesso documento segreto pontificio – redatto dalla Commissione Internazionale – che ho pubblicato– per la prima volta in assoluto – nel volume Rapporto su Medjugorje  in versione cartacea e anche in versione Kindle – consigliava al Santo Padre di rimuovere mons. Peric perché giudicato eccessivamente ostile al fenomeno.

Ora che atteggiamento dobbiamo attenderci dal giovanissimo (48 anni) nuovo vescovo di Mostar su Medjugorje?

E soprattutto, finalmente gli archivi della diocesi potranno essere aperti e consultabili?

Per saperne di più iscriviti al mio canale Youtube.

©David Murgia

SOSTIENI IL BLOG SEGNO DI GIONA

Se puoi, fai una donazione per sostenere l’informazione libera e indipendente. Sostieni questo Blog. Sostieni Il Segno di Giona: OFFERTA LIBERA IBAN: IT14T36000032000CA005372161

€5,00