++NUOVE RIVELAZIONI DA MEDJUGORJE. “I VESCOVI DI MOSTAR NON VOLEVEVANO INDAGARE SULLE APPARIZIONI. FU IL CARDINALE RATZINGER A ORDINARE DI STUDIARE IL FENOMENO”. LA CAUTELA DI GIOVANNI PAOLO II E L’IMPIETOSA LETTERA DI VON BALTHASAR

Questa volta a squarciare il velo e a raccontare dal di dentro quello che è accaduto a ridosso del “fenomeno Medjugorje” è una personaggio di primo piano.

Si chiama Ivan Dugandžić, è un frate francescano, esperto di Sacre Scritture, ma soprattutto membro delle Commissioni istituite dalla diocesi di Mostar che negli anni (1981- 1986) si sono succedute per chiare quello che accadeva a Medjugorje.

E ha deciso di raccontare la verità sui fatti di Medjugorje con un libro (Medjugorje con gli occhi dei vescovi locali Žanić e Perić) basato sui documenti disponibili, inediti e rivelatori di “drammatici giochi dietro le quinte”.

Per capire quanto sia importante conoscere i documenti contenuti nel suo libro (la prefazione è a firma del teologo P. Tomislav Pervan) dobbiamo chiarire alcune cose.

La prima: Medjugorje dipende territorialmente dalla diocesi di Mostar.

A guidare questa diocesi nel primo periodo è stato Mons. Pavao Žanić (ora scomparso) a cui è succeduto mons. Ratko Peric (ora in pensione e sostituito da Papa Francesco con mons. Petar Palic).

Ebbene entrambi questi due vescovi sono stati e sono ferocemente contrari alle apparizioni.

Soprattutto mons. Zanic che è stato il vescovo delle prime apparizioni.

E proprio lui diede vita a due Commissioni diocesane incaricate e presiedute dallo stesso Zanic per studiare il fenomeno. Più una Commissione all’interno della Conferenza Episcopale dell’ex Jugoslavia.

Le due Commissioni diocesane in realtà diedero un parere negativo sulle apparizioni. Mentre la terza si risolse con la famosa Dichiarazione di Zara (1991) che diede un giudizio “attendista“.

E – qui torniamo al nostro libro – secondo padre Dugandžić, infatti, “non è vero che il vescovo Žanić ha “ingaggiato” la Conferenza episcopale e la Santa Sede, ma la creazione di una commissione a livello di Conferenza episcopale gli fu imposta dall’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale J. Ratzinger. E fu lo stesso cardinale Ratzinger che istituendo questa commissione respinse come inaccettabili le conclusioni delle Commissioni volute da Žanić”.

E questo perché, secondo l’autore del volume, “l’istituzione della Commissione da parte sua (mons. Zanic) è stata solo una farsa”, perché “(Mons. Zanic) aveva fretta e non si curava di tutta la verità, ma di imporre la propria verità agli altri”.

Secondo padre Dugandžić Mons. Zanic “presiedendo personalmente le sessioni della commissione e dirigendo i suoi lavori, ha messo in dubbio la sua indipendenza e obiettività nel suo lavoro. Le sessioni della commissione che seguirono lentamente rivelarono sempre di più ciò che il Vescovo voleva veramente ottenere. Aprendo ogni sessione di persona, ha ampiamente influenzato sia l’argomento che il corso delle sue discussioni. Invece di indagare sul fenomeno sul posto in incontri diretti con i veggenti, con il personale pastorale impegnato a Medjugorje, o con altri testimoni diretti dell’evento o con i pellegrini che visitavano il luogo, i membri della commissione durante le loro sessioni si sono occupati principalmente delle opinioni di sostenitori e oppositori di Medjugorje”.

Padre Dugandžić è un fiume in piena: “Inoltre, il normale lavoro della commissione – scrive nel suo libro – è stato ostacolato dal crescente nervosismo del Vescovo a causa, a suo avviso, della lentezza del lavoro della commissione e della riluttanza a dichiarare negativamente i fenomeni, anche se il Vaticano e lo stesso Giovanni Paolo II gli avevank ordinato di non affrettarsi con la decisione finale”.

Infine nel volume è riportata una lettera che una delle più grandi autorità teologiche della Chiesa dell’epoca, il teologo svizzero Hans Urs von Balthasar scrisse a Mons. Zanic il 12 dicembre 1984 (poco dopo che il vescovo aveva ufficializzato il proprio parere negativo su Medjugorje).

“Monsignore! Che triste documento hai spedito in tutto il mondo! Sono rimasto profondamente colpito quando ho visto il servizio del vescovato degradato in questo modo. Invece di essere paziente, come ti era stato consigliato dall’alto, tuoni e scagli le frecce di Giove, denigrando persone rispettabili e innocenti degne del tuo rispetto e della tua protezione. Esci di nuovo con accuse che sono state confutate cento volte. Sono stato, ovviamente, estremamente rattristato dalla dichiarazione della Conferenza episcopale (in cui non riesco a vedere i termini esatti, ma che non riesco a capire se non nel contesto della situazione politica del vostro Paese. Sarei lieto se tutti i membri firmassero con la coscienza pulita). Spero che preghiate sinceramente il Signore e sua Madre affinché guidino questo triste dramma, così determinato, verso un fruttuoso esito per la comunità della Chiesa. Unisciti a tutti coloro che pregano con tanto fervore e fervore a Medjugorje”.

Per comprendere meglio quello che succede a Medjugorje, il mio ultimo libro è “Rapporto su Medjugorje”, che contiene il documento segreto pontificio – redatto dalla Pontificia Commissione Internazionale che ha indagato su questi fenomeni per anni (voluta proprio da Bendetto XVI) – che ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle.

Per saperne di più iscriviti al mio canale Youtube.

©David Murgia

 

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3 risposte a "++NUOVE RIVELAZIONI DA MEDJUGORJE. “I VESCOVI DI MOSTAR NON VOLEVEVANO INDAGARE SULLE APPARIZIONI. FU IL CARDINALE RATZINGER A ORDINARE DI STUDIARE IL FENOMENO”. LA CAUTELA DI GIOVANNI PAOLO II E L’IMPIETOSA LETTERA DI VON BALTHASAR"

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  1. Mons. Zanic – vero e unico ‘santo’ di questo inganno – caro sig. Murgia, NON istituì due commissioni, ma una, poi allargata.
    La commissione CEJ NON “gli fu imposta”, ma suggerita dal card. Ratzinger che gli ricordava le regole del 25 febbraio 1978, su eventi simili che escono dal territorio nazionale (ved. ‘Norme per procedere nel discernimento…’
    Sul fatto poi che “il cardinale Ratzinger che… respinse come inaccettabili le conclusioni delle Commissioni volute da Žanić”, lei, Murgia, giornalista professionista, vaticanista, è in grado di reperirne un documento, una testimonianza o un qualsiasi straccio di prova che lo confermi, o dobbiamo credere ciecamente a Ivan Dugandžić, frate francescano, che si scontrò “ferocemente” col suo vescovo di allora?
    Ancora una volta la verità dietro una cortina di nebbia…
    Ma questo è Medugorje!

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    1. Caro Lauro io non devo necessariamente proteggere una posizione o una persona. Sono un giornalista e pubblico notizie dopo averle verificate. Lei creda a ciò che vuole e difenda ciò che vuole. Ma la Verità piano piano sta venendo fuori. Che le piaccia o no. Saluti. Dm

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  2. A me pare, invece, che la Chiesa sia orientata soltanto al riconoscimento delle prime sette apparizioni, così , di fatto, bollando di mendacita’ i sedicenti veggenti

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