Cominciamo con dire una cosa che forse tutti non hanno ancora compreso: Gisella Cardia non è scomunicata. Così come non è scomunicato il marito, Gianni, nè tutti i fedeli che credono negli eventi di Trevignano Romano. Questo non lo dico io, ma è scritto, appunto,  nel decreto del vescovo di Civita Castellana, mons. Marco Salvi (la cui intervista integrale la trovate QUI) che qui pubblico integralmente (Decreto Trevignano).

Tanto per essere chiari: il decreto canonico è fatto molto bene e farà scuola per le future apparizioni.  Ma se lo analizziamo bene, evitando spettacolarizzazioni e strumentalizzazioni, è ancora più sorprendente di quello che immaginiamo.

Prima di tutto le “false” (ormai) apparizioni di Trevignano  saranno le ultime apparizioni mariane che saranno affrontante utilizzando le ormai vecchie norme canoniche che risalgono al 1978. Su questo punto tra qualche giorno pubblicherò in esclusiva l’intervista a questo riguardo al cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero della Dottrina della Fede.

Poi, tornando al decreto di Mons. Salvi, il provvedimento canonico lancia alcune “bombe” che non capisco come mai non siano state considerate nei dibattiti pubblici.  La prima, appunto, la mancanza di pene canoniche (tipo interdetto, scomunica etc) per tutti gli attori del caso Trevignano. Perché non sono scritte? Perché per poterle applicare bisognerà – come prevede il diritto canonico – istruire un nuovo procedimento al termine del quale sarà comminata la pena. Cioè se Gisella & Company (come sembra) non rispetteranno i divieti imposti (andare il prossimo 3 del mese sul campo, non intraprendere un cammino di purificazione etc) saranno ammoniti per iscritto  per tre volte dal vescovo Mons. Salvi e solo dopo scatterà la pena.

Inoltre, anche se nessuno è sembrato cogliere questo aspetto, lo stesso decreto affronta la quaestus lucri, cioè se c’è stato profitto o meno. E lo fa quando nel decreto si chiarifica che il titolo di Madonna di Trevignanonon ha alcun valore ecclesiale e” – attenzione questo il passaggio importante – “non può essere usato come se lo avesse, anche in ambito civile“. In sintesi vuol dire che l’Associazione – cioè la “cassa” che ha permesso l’acquisto del terreno e altri beni –  che porta questo nome  deve assolutamente essere cambiato o essere sciolta. Non mi sembra da poco conto.

Poi c’è l’imbarazzante questione – clamorosamente snobbata da tutti i media – del diniego di accesso (per ben due volte) da parte  della Procura della Repubblica in Civitavecchia “agli atti riguardanti le analisi eseguite dai Carabinieri su richiesta del vescovo diocesano (allora mons. Rossi) circa la natura delle lacrime di sangue della statua della Madonna“. Documenti che avrebbero potuto essere fondamentali per la veloce risoluzione del caso (pensate cosa sarebbe accaduto se le analisi avessero confermato che le lacrime sulla statuetta erano di Gisella o di Gianni) ma che sono stati negati a mons. Salvi a fronte – sembra – di una non meglio precisata questione di rispetto della privacy. E pensare che alcune fonti ben qualificate della Procura di Civitavecchia a qualche collega avevano giurato che il relativo fascicolo non si trovava perchè era stato perso.

E ancora: il decreto vieta che lo stesso possa essere oggetto di ricorso. E lo fa in modo perfetto quando nell’ultima pagina il vescovo avverte “i fedeli circa l’obbligo disciplinare e spirituale derivante dal pronunciamento ecclesiale di astenersi dall’organizzare e/o partecipare ad incontri privati e pubblici……che siano atti a fare pressione sul vescovo diocesano per modificare le proprie legittime decisioni sugli eventi stessi“.  

Infine: ma allora tutti i presunti fenomeni pseudomistici come le stimmate, le lacrimazioni di statue e immagini, le frustate mistiche,  gli strani segni che sarebbero comparsi nella casa di Gisella e che per un motivo o per un altro non sono stati verificati dalla Commisione, che cosa sono?  Semplicemente non esistono. Nel senso che – secondo il decreto – se l’origine del presunto fenomeno “non è di origine soprannaturale”, tutto il resto, di conseguenza,  non sarà di origine soprannaturale. E quindi non serve neanche analizzarlo.

Alcune domande restano: ma se tutto il “baraccone” non è di origine soprannaturale, allora che origine ha? E’una colossale montatura? Oppure il fenomeno è di origine diabolica? 

Vi assicuro che le sorprese non finiscono qui.

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Una risposta a “ANCORA SU TREVIGNANO ROMANO: “GISELLA NON È SCOMUNICATA”, IL GIALLO DEL FASCICOLO SCOMPARSO E L’OMBRA DEL DEMONIO”

  1. “Cioè se Gisella & Company (come sembra) non rispetteranno i divieti imposti (andare il prossimo 3 del mese sul campo, non intraprendere un cammino di purificazione etc) saranno ammoniti per iscritto  per tre volte dal vescovo Mons. Salvi e solo dopo scatterà la pena.” Il Vescovo e la Commissione della Diocesi di Civita Castellana ha applicato saggiamente l’antico detto latino che si rifà ad un’espressione di  Sant’ Agostino :

    Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur. Anzi, la Chiesa è stata ancora leggermente un po’ più elastica dell’antico detto latino concedento la terza ammonizione Vescovile.

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