Che storia è se neanche un Papa, come Francesco – che sta rivoluzionando con le sue riforme la Chiesa Cattolica – può liberamente dire la sua su temi sensibili, come l’aborto, senza essere attaccato e contestato pubblicamente (aggiungo io con una certa ferocia) da un Capo di Governo che, tra l’altro egli stesso aveva invitato?

Ecco i fatti: Papa Francesco nel suo ultimo viaggio in Belgio domenica scorsa ha detto che la pratica abortiva è un “omicidio” e che i medici che vi ricorrono sono “sicari” riferendosi alla causa di beatificazione annunciata per l’ex re belga Baldovino, strenuo antiabortista che addirittura – con un atto di coerenza e coraggio, aggiungo io – aveva deciso di abdicare pur di non firmare la legge che disciplina l’aborto.

Riferendosi al re del Belgio Baldovino, per il quale Bergoglio ha annunciato che si procederà con la causa di beatificazione, Francesco ha detto: “Il re è stato un coraggioso perché davanti a una legge di morte, lui non ha firmato e si è dimesso. Ci vuole coraggio, no? Ci vuole un politico ‘con pantaloni’ per fare questo. Ci vuole coraggio. Anche lui con questo ha dato un messaggio e anche lui l’ha fatto perché era un santo. Quell’uomo è un santo e il processo di beatificazione andrà avanti, perché mi ha dato prova di questo“.

Apriti cielo. A parte l’antipatica e arrogante manifestazione dell’università cattolica belga che aveva contestato Francesco durante la lettura del suo discorso, ma sicuramente il commento pubblico del primo ministro belga mi lascia davvero senza parole.

Che il pensiero del Papa – e di tutti i Papi e del Magistero della Chiesa – sull’aborto sia stato sempre ben chiaro nessuno lo può mettere in dubbio. Allora perché meravigliarsi di quanto detto da Papa Francesco? Oppure si voleva mettere un bavaglio anche al Papa?

Ecco l’esatte parole pronunciate dal primo ministro belga Alexander de Croo durante un’audizione al Parlamento belga: “Le osservazioni del Papa sono inaccettabili, in particolare quando ha definito la legge del 1980 sulla depenalizzazione dell’aborto come una legge criminale

È totalmente inaccettabile – ha aggiunto De Croo in un colloquio con il Nunzio Apostolico in Belgio – che un capo di Stato straniero faccia un tale discorso in relazione alle leggi del nostro Paese. I giorni in cui la Chiesa ci dettava l’agenda è alle nostre spalle“.

Ora che il Papa in qualità appunto di Capo di Stato non possa LIBERAMENTE parlare e criticare, nel caso, azioni di governo o alcune leggi, veramente ricorda periodi molti bui.

Forse il premier belga dovrebbe andare a rileggere qualche pagina di storia, magari quelle in cui si documenta che fu proprio la Chiesa di Roma (e i Papi) a inventare la libertà di stampa e di opinione.

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2 risposte a “IL PREMIER BELGA VUOLE IMBAVAGLIARE PAPA FRANCESCO. BERGOGLIO: “L’ABORTO È UN OMICIDIO”. DE CROO: “COME SI PERMETTE A DIRE CERTE COSE””

  1. Ogni volta che si viene attaccati perché si difende la vita – a maggior ragione quella nascente -, la giustizia, la fede e, in definitiva, il Vangelo, si ha la certezza di essere dalla parte della ragione, dalla parte di Dio.

    Ogni volta che il mondo applaude, approva e incensa… c’è altrettanta certezza… ma che si sta compiacendo il principe di quello stesso mondo e si sta ferendo il cuore di Gesù.

    Morale: grazie a Dio, “qualche volta” il Papa dice cose scomode (ma vere)…

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  2. …il Papa è stato anche fin troppo delicato… … avrebbe dovuto urlare al mondo, che chi abortisce o collabora a tale scopo viene SCOMUNICATO!!! …e usare la sua autorità di successore degli apostoli, mandando sulle persone pro aborto,la stessa punizione (medicinale),che l’apostolo Paolo, mandò al l’incestuoso di Corinto!!!

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