La verità è che oggi (ma forse anche ieri) la vera religione è il calcio. È il pallone che muove persone, mezzi, soldi. Anima e cuore. Certamente il gol di Ferran Torres al minuto 106 della finale ha fatto diventare la Spagna campione del mondo, però non ha aperto a nessuno le porte del cielo.
Il paragone può sembrare irriverente. Ma sono i numeri a suggerirlo.
Il 7 giugno scorso Papa Leone XIV aveva celebrato la Messa del Corpus Domini nella Plaza de Cibeles, cuore monumentale di Madrid. Secondo la Delegazione del Governo, alla celebrazione hanno partecipato circa 1,2 milioni di fedeli. Una distesa impressionante di persone lungo l’asse di Recoletos e della Castellana, riunite per ascoltare il Pontefice e partecipare alla processione eucaristica.
Poco più di un mese dopo, lo stesso centro di Madrid è stato invaso da un’altra moltitudine. Questa volta non c’erano ostensori, paramenti liturgici o canti religiosi. C’erano maglie rosse, bandiere, cori, fumogeni e la Coppa del mondo sollevata dai giocatori della nazionale.
Secondo la Delegazione del Governo, circa 1,8 milioni di tifosi hanno accompagnato l’autobus scoperto della Roja lungo le strade della capitale.
È però davanti alla televisione che la distanza di auditel tra la visita di Leone XIV in Spagna e la vittora della Roja diventa abissale.
La Messa celebrata da Leone XIV a Cibeles, trasmessa complessivamente da nove canali nazionali e regionali, ha raccolto un’audience media di circa 1,5 milioni di telespettatori. Sicuramente un risultato importante per una celebrazione religiosa trasmessa nella mattinata domenicale.
La finale tra Spagna e Argentina ha però giocato un altro campionato. Sommando La 1, Teledeporte, La2 Catalunya e Dazn, i novanta minuti regolamentari sono stati seguiti mediamente da circa 15,7 milioni di telespettatori. Oltre 20 milioni di persone hanno visto almeno una parte dell’incontro. Durante i tempi supplementari, quando Ferran Torres ha segnato il gol decisivo, l’audience media è salita a 16,6 milioni, con uno share dell’89,3 per cento.
Tradotto in una proporzione semplice: la partita ha quindi ottenuto un pubblico televisivo medio circa dieci volte e mezzo superiore a quello della celebrazione papale.
Questo non significa, ovviamente, che il calcio ha sconfitto la Fede. Lo sappiamo: una celebrazione religiosa e una finale mondiale rispondono a logiche, orari e pubblici differenti.
Ma una cosa però la voglio dire. È indubbio che siamo davanti ad una gigantesca e profonda trasformazione in cui il calcio possiede ormai molti elementi tipici del rito: un calendario, una liturgia, simboli riconoscibili, colori da indossare, inni da cantare, eroi da venerare e luoghi nei quali la comunità si raduna. Lo stadio diventa santuario. La maglia assume il valore di una veste identitaria. La coppa viene mostrata alla folla quasi fosse una reliquia.
Forse è proprio questa la magia del calcio: sospende divisioni, appartenenze e conflitti, trasformando milioni di individui in una sola comunità emotiva.
Ma, signori e signore, la Fede fa molto di più: trasforma gli uomini e il mondo. Ci indica quella che è la “luce vera che illumina ogni uomo”.
Di questo sono più che convinto.
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Per chi volesse avere una visione completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.
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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI
Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.
INVITO ALLA LETTURA:
Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.
La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.
Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.
Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.
“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA
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©David Murgia
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