Le immagini che vedete sono relative ad una celebrazione officiata in questi giorni nella Parrocchia di san Giacomo a Medjugorje.
Le foto (che non sono state create con l’Intelligenza Artificiale) sono reali e relative all’amministrazione del sacramento della Cresima alle due giovani donne che vedete nelle foto.
Più fonti, anche tentando di dare una giustificazione a tutto questo, hanno confermato l’accaduto e i fatti.
Dunque, le due giovani donne sono irlandesi. Sono gipsy irlandesi, Irish Travellers, appartengono ad una minoranza etnica e indigena originaria dell’Irlanda, culturalmente distinta dai Rom e dai Sinti.
Ad amministrare loro la Cresima è stato l’arcivescovo (tra circa un mese compirà ottanta anni) Aldo Cavalli, visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Međjugorje.
Il luogo della celebrazione è la Cappella dell’Adorazione (dentro la parrocchia) dove è presente il Santissimo Sacramento e dove ogni giorno si ritrovano i pellegrini che qui vengono a pregare.
In queste foto, le due giovani donne indossano il proprio abito tradizionale. Abito che indossano durante le loro feste.
Ma, il punto è che l’amministrazione del sacramento della Cresima non è una festa. Ma una celebrazione liturgica. La Chiesa Cattolica, lo sappiamo, è universale e rispetta le culture locali. Il Concilio Vaticano II, nella costituzione Sacrosanctum Concilium, ha stabilito che la Chiesa non intende imporre una rigida uniformità nella liturgia laddove non è in gioco la fede, e ammette i costumi dei vari popoli. Tuttavia, quando un abito tradizionale locale risulta oggettivamente succinto per gli standard della celebrazione, l’abito viene spesso modificato. Si aggiungono scialli, mantelli o tuniche per coprire il corpo durante il rito in chiesa, permettendo di mantenere i colori e i simboli della tradizione senza mancare di rispetto al sacramento.
Ora senza indulgere nel moralismo, nel bigottismo o nella consueta accusa di “rigidità” – ed essendo certi della bontà delle intenzioni del celebrante (l’arcivescovo Cavalli) – è legittimo però domandarsi se quelle vesti fossero davvero adeguate al luogo, alla circostanza e soprattutto alla celebrazione di un sacramento.

Ho ricevuto, a questo proposito, molte segnalazioni di pellegrini e fedeli scandalizzati e soprattutto preoccupati per ciò che rappresenta questo importante luogo di devozione mariana.
Perchè la questione non è quella di stabilire centimetri di stoffa né di trasformare una chiesa in un luogo sottoposto a un codice di abbigliamento. A mio modo di vedere, (ma forse sbaglio) si tratta, più semplicemente, di decoro, rispetto e opportunità. E forse anche della responsabilità di chi organizza una celebrazione e potrebbe, con discrezione e buon senso, far presente quando un abbigliamento appare poco consono alla sacralità del momento.
Non sono un esperto di liturgia e non pretendo di impartire lezioni a nessuno. Ma il buon senso suggerisce una considerazione molto semplice: se ci si presentasse con un abbigliamento analogo in una moschea, in una sinagoga o in altri luoghi di culto nei quali sono richieste precise forme di rispetto, difficilmente la questione verrebbe liquidata come un dettaglio irrilevante.
Mi sbaglio?
P.S. Ripeto: LE FOTO SONO AUTENTICHE
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Per chi volesse avere una visione completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.
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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI
Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.
INVITO ALLA LETTURA:
Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.
La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.
Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.
Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.
“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA
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©David Murgia
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