Per oltre ottant’anni è stato uno dei divieti più conosciuti – e controversi – dei Testimoni di Geova: niente trasfusioni di sangue. Ora quella regola cambia radicalmente. Un Testimone potrà decidere, secondo la propria coscienza, se ricevere globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine provenienti dal sangue di un’altra persona. Potrà anche scegliere di donare sangue affinché venga utilizzato per ricavarne componenti o frazioni destinate alle cure di altri pazienti.
Non è però un via libera assoluto. Resta vietata la trasfusione di sangue intero. È questa la linea rossa che il Corpo Direttivo continua a non oltrepassare. Ma la svolta annunciata il 18 settembre 2026 modifica profondamente una delle prescrizioni identitarie del movimento religioso.
La nuova indicazione arriva direttamente dalla sede mondiale dei Testimoni di Geova a Warwick, nello Stato di New York. Il principio stabilito è semplice: sui quattro principali componenti del sangue non sarà più l’organizzazione religiosa a dire sì o no. Sarà il singolo fedele a decidere. Geoffrey W. Jackson, membro del Corpo Direttivo, ha spiegato che ogni cristiano dovrà compiere personalmente la propria scelta nell’ambito delle cure mediche e chirurgiche. La stessa impostazione vale per la donazione finalizzata all’utilizzo dei componenti del sangue.
È la seconda svolta in pochi mesi. Anche perchè i malumori e malcontenti degli stessi Testimoni di Geova – a questo riguardo – si erano fatti sentire. E in molti avevano deciso di abbandonare la Congregazione proprio per questo motivo. Nel marzo scorso il Corpo Direttivo aveva già stabilito che ciascun Testimone potesse decidere autonomamente sull’utilizzo del proprio sangue, compresa la possibilità di prelevarlo, conservarlo e successivamente reinfonderlo durante una terapia o un intervento. Fino ad allora anche il predeposito di sangue autologo era escluso. Ora il principio della scelta individuale viene esteso anche ai quattro componenti principali ricavati dal sangue di un donatore.
La dottrina affonda le sue radici nel 1945, quando La Torre di Guardia estese alle trasfusioni l’interpretazione dei passi biblici che ordinano di «astenersi dal sangue», in particolare il capitolo 15 degli Atti degli Apostoli. La stessa ricostruzione storica dei Testimoni di Geova indica nel 1945 l’anno in cui venne definita la posizione contraria alle trasfusioni. Studi pubblicati nella letteratura medico-scientifica confermano che da allora la questione ha generato per decenni delicati conflitti tra libertà religiosa, autodeterminazione del paziente e dovere del medico di tutelare la vita.
Va comunque detto con chiarezza: per i Testimoni di Geova il sangue continua a rappresentare la vita ed è quindi sacro. Il Corpo Direttivo sostiene però che la Bibbia non fornisce indicazioni specifiche sull’impiego medico dei singoli componenti principali del sangue ( se ne sono accorti solo ora??) che, di conseguenza, la decisione può essere rimessa alla coscienza del fedele.
Dopo ottant’anni, dunque, il tabù non scompare completamente. Ma si restringe drasticamente: resta il no al sangue intero, cade il divieto generalizzato sui suoi quattro componenti principali.
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Per chi volesse avere una visione completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.
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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI
Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.
INVITO ALLA LETTURA:
Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.
La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.
Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.
Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.
“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA
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©David Murgia
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