Dopo la notizia che abbiamo dato ieri sulla svolta operata dai Testimoni di Geova di lasciar ai fedeli libertà di coscienza sul ricorso alle trasfusioni di sangue, cominciano ad affiorare interrogativi e malumori all’interno della comunità. Perché quella che appare come un’apertura destinata a incidere profondamente sulla vita dei fedeli porta con sé anche una domanda inevitabile: che cosa accadrà ora a chi, per anni, ha rinunciato a una trasfusione — talvolta affrontando conseguenze drammatiche — proprio in obbedienza a un divieto considerato fino a ieri inderogabile?
Anche dal mondo accademico iniziano ad arrivare riflessioni e opinioni su questa iniziativa. Di seguito riporto quella di Maurizio Gronchi, stimato teologo (professore ordinario presso la Pontificia Università Urbaniana) ma soprattutto compagno d’armi in tante battaglie. Anche proprio a riguardo dei Testimoni di Geova.
Buona lettura.
È senz’altro una buona notizia quella comparsa qualche giorno fa sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova (jw.org), che però suscita qualche seria domanda almeno sul passato. L’aggiornamento del Corpo Direttivo n. 6 (2026) chiarisce la posizione in merito all’utilizzo del proprio sangue in ambito chirurgico e per quanto riguarda le cure mediche. Un TdG potrà decidere autonomamente se ricevere globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine provenienti dal sangue di un’altra persona. Potrà anche scegliere di donare sangue affinché venga utilizzato per ricavarne componenti o frazioni destinate alle cure di altri pazienti. Non il sangue intero, però, che resta proibito, ma solo le sue componenti, che costituiscono il 99 per cento delle trasfusioni odierne, dato che il sangue intero non si usa più in medicina.

La buona notizia, d’altronde, getta una luce sinistra sulla memoria di tutte quelle persone – e i loro cari – che sono morte in ossequio ad un precetto disumano – ritenuto divino, che ora non lo è più –, fino a ieri immutabile: 33 mila persone, dal 1961 al 2016 (AJWRB). Sulla base del comando di “astenersi dal sangue” (Atti degli Apostoli 15,29), la Società Torre di Guardia ha insegnato per decenni (dal 1945) che l’immissione di sangue nel corpo – compresa la medicina trasfusionale – equivaleva a “mangiare sangue”. Ciò comportava un divieto assoluto di trasfusione di sangue intero e dei suoi componenti primari. Ora invece si è capito che si può decidere in coscienza. Allora, c’è da chiedersi: era vero ieri o è vero oggi?
La benvenuta svolta dottrinale dei TdG sulla prassi trasfusionale, mentre da una parte è apprezzabile per la salute di coloro che potranno sentirsi finalmente liberi da un vincolo immorale, d’altra parte pone una domanda sulla serietà di questi insegnamenti. Se davvero ci si renderà conto che si è stati presi in giro per anni, non converrà trarne le logiche conseguenze?
Maurizio Gronchi
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Per chi volesse avere una visione completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.
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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI
Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.
INVITO ALLA LETTURA:
Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.
La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.
Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.
Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.
“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA
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©David Murgia
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