Continua a imperversare il braccio di ferro più che trentennale tra i devotissimi della Vergine di Medjugorje e la diocesi di Mostar (sotto la cui giurisdizione ricade il luogo mariano).

Ultima vicenda (per ora) è la durissima lettera di protesta, pubblicata qualche giorno fa sul sito della diocesi,  firmata dal vescovo di Mostar, Ratko Perić,  per i  “gravi ed ingiusti attacchi e calunnie contro un Vescovo umile e fedele alla Chiesa, che si può difendere solo con i suoi scritti e le sue azioni”.

Il vescovo a cui fa riferimento la lettera ( che è possibile leggere in italiano http://www.md-tm.ba/clanci/gli-attacchi-della-apparsa-di-medjugorje-al-vescovo-diocesano-pavao-zanic) è il deceduto vescovo di Mostar, mons. Pavao Zanic, che è stato il primo Vescovo a occuparsi del “fenomeno di Medjugorje”.

Zanic, in un primo momento favorevole al racconto dei presunti veggenti, successivamente cambiò idea e, come l’attuale vescovo di Mostar (Mons. Peric), ne divenne il più fiero avversario.

I motivi per cui entrambi i vescovi di Mostar sono contrari alle presunte apparizioni di Medjugorje sono ben noti (per chi volesse rileggerli http://www.md-tm.ba/clanci/la-madonna-vera-e-il-capoufficio-postale). In un successivo momento si pensava che l’inchiesta portata avanti dalla Commissione Ruini (commissione vaticana presieduta dal cardinale Camillo Ruini istituita per cercare di far luce su questo fenomeno) avesse salvato – dichiarandole come autentiche – almeno le prime apparizioni, giudicate più genuine sulla base delle testimonianze e dei documenti dell’epoca.

Ultimamente però su questo specifico argomento è intervenuto l’attuale vescovo di Mostar, affermando che anche le primissime apparizioni a Medjugorje sarebbero in realtà delle vere e proprie bufale (http://md-tm.ba/clanci/le-apparizioni-dei-primi-sette-giorni-medugorje).

Nell’ultima lettera Mons. Peric fa riferimento ad alcune “attività pastorali” di un personaggio particolare:  un ex frate di nome Tomislav Vlašić,  nei primi anni (1981) confessore e “leader spirituale” dei veggenti. Vlašić nel 2009 – a causa di gravissimi fatti e misfatti – è stato dimesso dall’Ordine francescano (non dalla Diocesi quindi) e ridotto allo stato laicale. Viene definito come “mistificatore e mago carismatico” (P. Žanić, La posizione attuale (non ufficiale) della Curia Vescovile di Mostar nei confronti degli eventi di Medjugorje, 30 ottobre 1984, nr. 22.)

Ma in tutti questi anni Vlašić non è stato con le mani in mano. Ha continuato sempre a perorare la causa di Medjugorje, fondando un nuovo ente tipo new age chiamato “Nucleo Centrale” – organizzazione di 49 esseri prescelti da Dio nell’universo, insieme alla sua collaboratrice (ex suora?) Stefania Caterina che (nella trasmissione Miracoli) afferma di essere in contatto con forme aliene e dischi volanti – che dal 2012, tramite i nuovi mezzi di comunicazione, “opera ormai a livello globale ed anche nella Diocesi di Mostar-Duvno”.

Il vescovo di Mostar, sollecitato dalle numerose richieste dei fedeli sul comportamento della “apparsa” di Medjugorje durante il periodo iniziale delle presunte apparizioni, si sente “obbligato a presentare questo fedele servo della Chiesa (cioè mons. Zanic)  difendendolo dalle numerose falsità e calunnie”. 

Che strana storia.