L’8 dicembre scorso con una nota a firma dell’arcivescovo di Brindisi- Ostuni, mons. Domenico Caliandro venivano informati i fedeli della diocesi che le cosiddette apparizioni di Jaddico, zona periferica di Brindisi, sono da considerarsi autentiche e veritiere.

Ne abbiamo parlato QUI.

Ma ora sono venuto in possesso del decreto di approvazione (che riporto nella sua interezza in questo post) in cui si spiega per filo e per segno per quali motivi la Commissione diocesana composta da tre teologi ha deciso di approvare queste apparizioni.

FOTO1 DECRETO

Come si legge nel decreto, infatti, in realtà a Jaddico non ci sarebbe stata solo un’apparizione mariana, il cui destinatario è stato il vigile urbano Teodoro D’Amici, ma una gran quantità di eventi – chiamati appunto tecnicamente mariofanie – che vengono riassunti nella dicitura di “fenomeno di Jaddico“.

 

Ecco, secondo il decreto, di cosa si compone il “fenomeno di Jaddico“: sogni mediante i quali Teodoro D’Amici avrebbe ricevuto delle comunicazioni soprattutto (quindi non solo) dalla Madonna; misteriosi profumi percepiti da numerose persone; voli estatici del veggente accaduti alla presenza di molti testimoni; un’apparizione della Madonna; misteriose illuminazioni del muro di Jaddico e dell’immagine della Madonna testimoniate da vari presenti.

FOTO2 DECRETO

Quello che voglio dire è che siamo di fronte ad una mariofania molto complessa, tanto che nel decreto si legge che questi fenomeni “sono inspiegabili nel loro insieme in riferimento a possibili cause puramente naturali o preternaturali, cioè demoniache“.

 

A ciò si aggiunge lo stretto legame cronologico  del “fenomeno di Jaddico” con l’apertura del Concilio Vaticano II  e ovviamente i cosiddetti frutti spirituali che certo non mancano.

 

Ecco. Che ci si creda o meno, il “fenomeno di Jaddico” negli anni a venire farà sicuramente scuola, soprattutto in alcuni ambienti mariologici dove si guarda in modo scettico e con sospetto a mariofanie e apparizioni.

 

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