La notizia è stata riportata da un noto sito di informazione religiosa spagnolo che denuncia come nell’ultimo numero di Donne Chiesa Mondo, inserto mensile de L’Osservatore Romano, vengono raccolti vari articoli che affrontano il tema del male da prospettive bibliche, psicologiche e culturali.
In particolare a destare maggiore preoccupazione è l’articolo di Marinella Perroni, docente di Nuovo Testamento, che sostiene – contrariamente a quanto insegna la Chiesa -come nel racconto della Genesi «non c’è nessun diavolo» e spiega che l’identificazione del serpente con Satana è un’interpretazione sviluppatasi successivamente all’interno della tradizione ebraica e cristiana.
“Perroni ricorda che il testo di Genesi 3 – riporta il sito spagnolo – non identifica esplicitamente il serpente con il demonio e colloca lo sviluppo della demonologia ebraica in un periodo successivo, segnato dall’influenza di altre culture del Vicino Oriente e del mondo ellenistico”. Sempre secondo il sito, Perroni sostiene inoltre che “determinate interpretazioni successive del racconto biblico abbiano contribuito ad associare la donna, il peccato e il diavolo all’interno di una visione patriarcale dei rapporti tra i sessi”.
Quindi, in sintesi, dalla lettura dell’inserto vaticano emergerebbe una impostazione di fondo orientata a presentare il demonio soprattutto come una costruzione culturale o come un simbolo del male, relegando sullo sfondo l’insegnamento del Magistero circa la sua esistenza personale.
Ora io non sono un teologo, ma un semplice giornalista. Ogni dibattitto è sempre un arricchimento. Soprattutto se avviene tramite un organo ufficiale della Santa Sede. Ma la domanda la devo porre: Visto che si parla del diavolo, magari un esorcista si poteva sentire?
E ora gli esorcisti diranno qualcosa? Parteciperanno al dibattito?
Speriamo.
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Per chi volesse avere una visione completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.
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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI
Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.
INVITO ALLA LETTURA:
Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.
La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.
Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.
Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.
“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA
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©David Murgia
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