Strana storia.  C’era una volta in Francia, un prete di nome Louis Ribes. Era anche un grande artista e per questo era stato soprannominato il “Picasso delle chiese“. Le sue vetrate colorate abbellivano molte chiese gotiche  a Lione, Grenoble e Saint-Etienne.

Poi, come un urugano su questo prete ( morto nel 1994) si è abbattutto l’abominio: viene accusato di aver stuprato e violentato  almeno 48 minori.

Quando Louis Ribes morì venne ritrovato nel suo appartamento del seminario materiale pedopornofrafico, fotografie, disegni che furono distrutti.

A seguito delle numerose denunce, il , le diocesi di Lione, Saint-Étienne e Grenoble hanno pubblicato contemporaneamente un breve comunicato indicando che nell’estate del 2021 diverse persone si erano rivolte alle diocesi di Lione e Grenoble per rivelare che loro o i loro parenti erano stati aggredito sessualmente da Louis Ribes. 

“Per rispetto delle vittime, le opere di padre Ribes, che appartengono alla diocesi di Lione, Grenoble-Vienne e Saint-Étienne, saranno progressivamente depositate e conservate”, recitava il comunicato della diocesi di Lione.

E quindi ieri alcune delle vetrate di padre Ribes sono state rimosse nella città di Dième. E’ solo l’inizio di una grande operazione di purificazione.

Il caso di padre Ribes è molto simile a quello di padre Rupnik, l’ex gesuita (ma ancora prete) accusato e condannato per violenze sessuali su numerose suore di un centro che lui stesso aveva fondato.

Che fine faranno ora i famosi (e dannati) mosaici di padre Rupnik presenti in luoghi simbolo del cristianesimo, come San Giovanni Rotondo e Lourdes? Saranno rimossi e abbattuti come quelli di padre Ribes?

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