Ha confessato di essere stato lui, l’autore degli atti vandalici che nei giorni scorsi hanno interessato alcuni luoghi e statue di Medjugorje.
Bartłomiej Włodzimierz Krakowiak – così hanno riferito i suoi legali – ha ammesso sostanzialmente di aver profanato le statue della Gospa (come qui chiamano la Madonna) con alcune scritte (tra cui “Il diavolo in gonnella”) e di aver dato fuoco all’altare all’aperto della Chiesa di San Giacomo a Medjugorje. Inoltre, l’indagato non ha mostrato nessun tipo di pentimento.
Per questo motivo la Procura della Bosnia ed Erzegovina ha chiesto la carcerazione.
Bartłomiej Krakowiak – come riportato per voce dei suoi legali –nel corso della prima udienza si è così incolpato: “Sono certo che le apparizioni della Madonna a Medjugorje e le affermazioni dei veggenti siano truffe. Non volevo fare del male a nessuno e volevo solo attirare l’attenzione pubblica ed esprimere le mie convinzioni. Dopo aver raccolto e ricercato prove, sono rimasto molto deluso da Medjugorje”.
L’Ufficio del Procuratore della Bosnia Erzegovina è certo che Bartłomiej Krakowiak (nella foto di https://detektor.ba/) non ha agito impulsivamente ma avrebbe pianificato il tutto per diversi mesi.
Sul fronte istituzionale, mi colpisce il silenzio di alcune componenti vaticane. È vero che la parrocchia ha diramato il suo comunicato ufficiale, ma mi sarei aspettato (forse sono un ingenuo?) un commento almeno da parte del Visitatore Apostolico, Mons. Aldo Cavalli. Così come mi sarei aspettato che qualcuno dalla Santa Sede fosse intervenuto (a onor del vero lo ha fatto il cardinale Matteo Zuppi, ma come presidente della Cei).
Solo per fare una provocazione: se tutto questo fosse accaduto a Lourdes? O a Fatima? O ad Aparecida, a Guadalupe? Faccio fatica a pensare che sarebbe andata allo stesso modo.
Dobbiamo però registrare la nota della Diocesi di Mostar a firma del vescovo Petar Palić (i precedenti vescovi Zanic e Peric erano ostili al fenomeno di Medjugorje) che ovviamente condanna il gesto ma c’è un passaggio – nel comunicato – un po’ particolare.
Eccolo: “Indipendentemente dalle diverse opinioni esistenti su alcune questioni relative a Medjugorje e che la Chiesa giudica prudentemente a modo suo, nulla può giustificare odio, violenza o profanazione del luogo di preghiera”.
Ma scusate, sbaglio o tutto era stato risolto con le nuove Norme vaticane emanate dal Dicastero per la Dottrina della Fede?
E quali sarebbero le “diverse opinioni esistenti su alcune questioni relative a Medjugorje e che la Chiesa giudica prudentemente a modo suo”?
A saperlo….
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Per chi volesse avere una visione completa su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.
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Il mio ultimo libro è Ho sposato un nazista. La mia fuga dal Quarto Reich. Una sconvolgente storia vera – edito da Piemme, scritto insieme a Hilde Keller. Il volume è disponibile su internet QUI o su Amazon QUI
Si tratta di un libro che ripercorre l’incredibile storia di Hilde Keller che sposa un neonazista e, insieme a lui, cerca di creare un nuovo Reich.
INVITO ALLA LETTURA:
Castello di Wewelsburg (Germania), anno 2018. Hilde insieme a quello che diventerà suo marito sono uniti in matrimonio da una sciamana. La celebrazione si svolge secondo un rituale delle Waffen SS, lo spietato braccio armato della polizia nazista. A fare da sfondo alla cerimonia, non ci sono vetrate colorate di chiese gotiche tedesche ma il “sole nero”, luogo magico da cui prenderà vita il nazionalsocialismo esoterico voluto da Adolf Hitler e Heinrich Himmler. Come testimoni di nozze, ci sono figli e parenti di gerarchi nazisti.
La vita di Hilde da questo momento in poi si trasforma in un baratro frequentato da ombre nere, personaggi insospettabili che vestono divise naziste, che in casa hanno il busto del Fuhrer e la bandiera del Terzo Reich e che si incontrano in ville e lussuosi appartamenti sparsi in tutta Europa per progettare la follia: far rinascere il nazismo.
Un mondo – quello che vivrà ogni giorno Hilde – a cui si fa fatica a credere. Eppure tutto è reale. Tutto è inquietante. Sarà proprio Hilde a essere testimone di violenze (anche su animali), rituali occulti e raduni segreti di guerra. Scoperchiando un fenomeno che mette i brividi, di cui spesso si parla senza conoscerlo ma che è terribilmente diffuso: il neonazismo.
Dopo anni tormentati, Hilde riesce ad uscire da questo incubo e in una notte decide abbandonare il marito e quel mondo tenebroso per abbracciare la Croce e diventare cristiana.
“Sbaglia chi, in Italia, identifica il neonazismo con gruppi di ragazzi con capelli rasati e pronti alla violenza o con piccole realtà politiche di estrema destra. Il neonazismo oggi si veste di rispettabilità, buona educazione e ottima cultura”. CONTINUA
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©David Murgia
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