Ma che fine ha fatto la Commissione diocesana che doveva indagare sui fenomeni di Trevignano? Sembra sparita. O meglio troppo silenziosa. Un dato però è certo: i membri della Commissione si sono riuniti per l’ultima volta prima dell’estate. A maggio scorso. Poco prima che il Papa si esprimesse in modo molto critico sulle apparizioni.

A oggi però dei lavori della Commissione non si sa più nulla.

Inoltre girano farneticanti notizie di presunte nomine di consulenti/periti che dovrebbero aiutare la stessa Commissione. O informazioni circa alcuni interessamenti provenienti da Oltretevere a cui la veggente si sarebbe sottratta.

Ma come stanno effettivamente le cose?

Probabilmente tutte queste notizie potrebbero essere state messe in circolazione per attirare attenzione e rilanciare l’ interesse sul fenomeno considerato l’oggettivo calo di partecipazione agli eventi.

Nello stesso tempo, non si può pensare, però, che il lavoro della Commissione si sia esaurito dopo il comunicato stampa con cui il vescovo di Civita Castellana, mons. Salvi, consigliava alle persone di non partecipare alle presunte manifestazioni e proibiva ai sacerdoti di amministrare i sacramenti sui luoghi e al momento dei presunti eventi.

Forse per evitare l’impasse sarebbe opportuno in questa situazione che il vescovo Salvi informasse ufficialmente i fedeli sullo stato dei lavori della Commissione e sulle relative conseguenze.

Anche perché – come sta accadendo in queste ore con la madonnina di Massafra (in provincia di Taranto) – la contrapposizione che si sta creando con Trevignano non fa altro che aumentare le ombre su quest’ultima e sulla sua gestione.

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