Giovanni Barreca, indagato – insieme alla figlia17enne e alla coppia Carandente/Fina – per la mattanza di Altavilla Milicia (una famiglia sterminata: la moglie di Barreca e i suoi due figli piccoli) per il Gip di Termini Imerese “non è processabile” perché in preda a un “delirio mistico” e quindi “incapace di intendere e volere” al momento del massacro.

Lo ha stabilito una perizia sanitaria. Per cui il muratore ora uscirà dal carcere per andare in una struttura sanitaria per persone affette da patologie psichiatriche.

Più volte mi sono occupato di questa terribile vicenda (vedi QUI e QUI) con risvolti veramente inquietanti (vedi QUI e QUI). E sempre da questo blog mi sono chiesto come era possibile che il fattore religioso – che è oggettivamente alla base di questa carneficina–  non fosse per nulla preso in considerazione.

Cioè: quello che è accaduto la notte tra il 10 e l’11 febbraio scorso nella villetta alle porte di Palermo non è esattamente la stessa cosa rispetto a quanto – nel passato – è successo in altri tristi fatti di sangue tra familiari.

In primo luogo, ad Altavilla Milicia c’è una motivazione fortemente religiosa: quella di scacciare il diavolo. La storia di tutti gli appartenenti a questa vicenda – sia vittime che carnefici – è segnata da questa ossessione per il diavolo. E per quanto possa far sorridere, ancora oggi il diavolo, o meglio la paura del diavolo, è molto diffusa tra i fedeli di tutte le confessioni cristiane. Non c’è quindi una motivazione economica come, in un primo tempo,  qualcuno aveva pensato individuando, erroneamente, che il movente potesse essere la proprietà della villetta della carneficina.

In secondo luogo, le torture e le sevizie che i due ragazzi e la signora Salamone (moglie di Barreca) hanno dovuto subire prima di morire. Solo per citare quanto riportato nell’ordinanza di cattura: “asciugacapelli in bocca”, “caffè in bocca”, “corpo bruciato”.

Infine, voglio aggiungere una certa ritualità che sarebbe emersa non solo dai vari sopralluoghi delle forze dell’ordine nella casa della mattanza ma anche dagli interrogatori dei vari indagati. E cioè rituali di esorcismi, posizionamento del corpo, l’importanza del fuoco, il provocare il vomito di una delle vittime…

Ecco, considerato tutto questo, come non riconoscere il ruolo ricoperto da una certa fenomenologia religiosa?

Eppure, durante le indagini, esperti in fenomeni religiosi non sono stati chiamati.

Però, nello stesso tempo, una perizia psichiatrica ora dichiara che  – al momento del massacro – Giovanni Barreca era in preda a “un delirio mistico”.

Bene. Allora che cosa si intende per “delirio mistico”? Per l’enciclopedia Treccani il delirio è “una distorta forma di esperienza: una modalità abnorme di vivere le realtà umane che ci circondano”. Nello specifico, sarebbe  dunque un delirio caratterizzato da convinzioni intense e persistenti di natura religiosa o spirituale.

E, mi chiedo io, tra queste convinzioni c’è anche quella di credere nell’esistenza del diavolo? Perché se così fosse, sarebbero quindi in preda al delirio mistico, milioni di fedeli, migliaia di esorcisti e lo stesso Pontefice che più volte ha parlato dell’esistenza del diavolo?

Quindi esattamente cosa si intende per “delirio mistico”? Il fatto che Barreca pensasse di essere un’esorcista in grado di cacciare i demoni? Anche in questo caso, dovremmo pensare che gli esorcisti si troverebbero nella stessa situazione medica? Ovviamente non è così.

Quello che cerco di dire è che non è possibile confondere e sovrapporre i due piani: quello religioso e quello scientifico. Rispettivamente, entrambi, potranno esprimersi esclusivamente su ciò che è di competenza propria.

Questo per evitare che un giudice o uno psichiatra un giorno possa dichiarare qualcuno “incapace di intendere e di volere” solo perché  crede che recitare una preghiera o accendere una candela – magari davanti la statua della Madonna di Trevignano – possa procurargli un favore divino?

Nelle prossime ore approfondiremo meglio

***

Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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