Come era inevitabile, il Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi  – fra Miguel Marquez Calle – ha comunicato ufficialmente il decreto di dichiarazione di scomunica per scisma e di dimissione dall’Ordine, a Padre Giorgio Maria Faré.

L’ex religioso è  colpevole di “non riconoscere Papa Francesco  come Romano Pontefice legittimamente eletto” e di non “rimanere in comunione con lui”.

Il frate potrà presentare ricorso contro questa decisione. Non solo: potrà anche ritrattare “le sue dichiarazioni scismatiche in ogni momento“.

Un vero peccato. La Chiesa ha perso un altro autorevole pezzo. L’ex carmelitano scalzo è dottore in Teologia Fondamentale ed era un apprezzato relatore. Recentemente le sue prese di posizioni hanno fatto discutere, soprattutto quando ha sostenuto che Papa Francesco sia un “antipapa” e “usurpa il trono di Pietro”.

Nonostante i vari ammonimenti di amici e della gerarchia, ha sempre continuato a ribadire le proprie convinzioni. Soprattutto la strampalata ipotesi secondo cui l’11 febbraio 2013, Benedetto XVI non si sarebbe dimesso, ma avrebbe in realtà lasciato la “sede impedita”.

Ma ora c’è un altro spettro che incombe sulla Chiesa. Quello di un Concilio indetto segretamente, in cui alcuni vescovi e – sembra – anche qualche cardinale, decidano di sfiduciare Papa Francesco. Sostanzialmente rimuoverlo.

Vediamo che succede.

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Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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