La notizia è passata quasi inosservata. Forse anche per la situazione di salute di Papa Francesco, fatto sta che in pochi si sono accorti che lo scorso 22 febbraio 2025 la Sala Stampa Vaticana ha pubblicato un comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede (clicca QUI) circa gli scritti di Maria Valtorta.

Maria Valtorta (Caserta, 14 marzo 1897 – Viareggio, 12 ottobre 1961), di cui personalmente ho apprezzato alcune pagine che ho letto dei suoi scritti, è stata una mistica e scrittrice italiana. Visse gran parte della sua vita costretta a letto a Viareggio ed è  conosciuta soprattutto per il suo libro di 5.000 pagine intitolato L’Evangelo come mi è stato rivelato. Il libro descrive in dettaglio la vita di Gesù come una narrazione estesa dei vangeli ed è quindi diventato un testo controverso. Venne inserito nell’Indice dei libri proibiti (ora abolito) nel 1959 e rimane tuttora oggetto di feroci discussioni tra  biblisti, storici e scienziati.

Ebbene ora sul caso interviene l’ex Sant’Uffizio che nella nota scrive: “Spesso pervengono alla Santa Sede, da parte sia di ecclesiastici che di laici, richieste di chiarimento circa la posizione della Chiesa riguardo agli scritti di Maria Valtorta, quali l’opera Il poema dell’Uomo Dio, oggi conosciuta con il titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato, e altre pubblicazioni”.

“A tal riguardo – continua la nota – si ribadisce che presunte “visioni”, “rivelazioni” e “comunicazioni” contenute negli scritti di Maria Valtorta, o comunque ad essi attribuite, non possono essere ritenute di origine soprannaturale, ma devono essere considerate semplicemente forme letterarie di cui si è servita l’Autrice per narrare, a modo suo, la vita di Gesù Cristo”.

“Nella sua lunga tradizione – conclude il testo – la Chiesa non accetta come normativi i Vangeli apocrifi e altri testi simili, in quanto non ne riconosce l’ispirazione divina, rinviando alla lettura sicura dei Vangeli ispirati”.

A questo comunicato sono ovviamente seguite delle reazioni. Tra le tante, quella del presidente della Fondazione Maria Valtorta, don  Ernesto Zucchini, focoso sostenitore di Maria Valtorta (in realtà la fondazione titolare dei diritti spirituali e materiali della Valtorta è la Fondazione Erede di Maria Valtorta) che in un comunicato pubblicato sul sito (clicca QUI) afferma di essere d’accordo sul fatto che “gli scritti di Maria Valtorta NON siano un Vangelo apocrifo, né tantomeno un presunto quinto Vangelo”. (Anche se in realtà il comunicato vaticano afferma che gli scritti della Valtorta “non sono di origine soprannaturale”).

“Il comunicato – scrive il presidente della Fondazione  – non vieta e neppure sconsiglia la lettura delle opere valtortiane; solo invita nuovamente a quella santa prudenza necessaria anche nel caso ci si trovasse di fronte ad una rivelazione privata, che infatti necessita di un giusto discernimento sulle sue modalità e sui suoi contenuti. Inoltre, il comunicato non si pronuncia sulla persona di Maria Valtorta, in quanto la sua vita è ovviamente legata ma distinta dalle sue opere: la sua santità potrebbe essere riconosciuta anche senza pronunciarsi sull’origine soprannaturale o meno dei suoi scritti”.

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Per chi volesse avere una visione completa  su tutto il fenomeno Medjugorje, il lavoro migliore è quello svolto dalla Pontificia Commissione di Inchiesta (guidata dal Cardinale Camillo Ruini) che, alla fine dei lavori, ha stilato la famosa Relazione Finale, documento segreto che io ho pubblicato per la prima volta in assoluto in versione cartacea e anche in versione Kindle nel mio libro “Rapporto su Medjugorje”.

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