E alla fine il visitatore pontifico mons. Henryk Hoser, ha fatto il suo ingresso trionfale a Medjugorje. La stampa italiana – un po’ sonnecchiante forse per il troppo caldo – non ha più di tanto seguito l’evento. Evento che io giudico storico. Insomma dopo 35 anni, grazie a papa Francesco, la Santa Sede comincia a interessarsi sul serio a questo fenomeno.

Io non sono potuto essere presente. Ero per lavoro in Francia. Ma chi ci è stato mi ha raccontato tutto. Forse anche troppo.

Voglio però sottolineare un fatto. Anche in questa occasione, non si è fatto attendere il commento del vescovo di Mostar, diocesi da cui dipende territorialmente Medjugorje. Un comunicato pubblicato sul sito della diocesi ha precisato infatti che Mons. Ratko Peric ha incontrato il visitatore pontificio, mons. Hoser, e il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina mons. Luigi Pezzuto. “Rilevando il fatto che il pronunciamento di un definitivo verdetto circa la veridicità del fenomeno di Medjugorje è riservato alla Suprema Autorità della Chiesa . si legge – il Vescovo (di Mostar) ha inequivocabilmente ribadito la posizione permanente della Curia diocesana di Mostar, cioè del Vescovo ordinario precedente Pavao Žanić (1980-1993) e dell’attuale, che in base alle innumerevoli indagini non ritiene autentica alcuna apparizione, alcun messaggio, alcun segreto, alcuna pergamena (il riferimento è sulla questione dei segreti scritti appunto su una pergamena speciale).”

“In queste apparizioni  non autentiche del fenomeno di Medjugorje– continua il comunicato – sono incluse anche quelle presunte apparizioni dei primi sette o dieci giorni nel 1981”.

Resto perplesso. Il suo “è tutto falso” lo dice in faccia anche davanti al visitatore del Papa. Perché tanta insistenza?

Lasciando la diocesi di Mostar, qualcuno mi svela forse un’altra grossa novità. Sembra  (e ribadisco sembra) che su consiglio e suggerimento di alcuni prelati, mons. Hoser avrebbe in mente di chiamare membri e rappresentanti del Rinnovamento carismatico per farsi aiutare per le attività pastorali della parrocchia di Medjugorje di cui è oramai responsabile.

Se fosse confermata questa iniziativa (e quindi al momento è solo un’ipotesi), mi chiedo: E i frati francescani che fine faranno? Mandarli via o metterli in un cantuccio dopo più di 35 anni di onorato servizio non mi sembra un vero e proprio riconoscimento.