Prima di indossare la tonaca era il chitarrista di gruppi musicali estremi. Ha frequentato il death e l’heavy metal. Era pronto a vendere l’anima al diavolo e magari a volare in Svezia e Norvegia, per unirsi ai gruppi musicali di chiara matrice anticristiana che in quegli anni erano pronti a bruciare chiese o a fare sacrifici umani (di questo fenomeno ancora poco conosciuto nel parlo qui nel mio blog).

Lui è don xxxxxxx, un prete di periferia. Per ora preferisce mantenere l’anonimato. Ma la sua storia mi ha colpito. Ha passato metà della sua vita in quello che lui definisce il Regno delle tenebre in cui sospette case discografiche internazionali sono pronte a investire soldi e tempo pur di iniziare i giovani al satanismo.

La professione di satana in questi ambienti è del tutto normale. Mi racconta come il 90 per cento dei gruppi death metal compone inni a satana come le preghiere che i cristiani scrivono dietro le immaginette dei santi. Quasi tutti i componenti della sua band iniziavano la giornata con bestemmie verso Dio e i Santi. Oltre al fatto che prima delle messe nere si fanno orge in cui non c’è il piacere sessuale, ma sevizie sessuali inflitte ad ogni componente.

 A 20 anni un viaggio particolare gli cambia la vita. Scopre Dio. E decide di diventare un sacerdote. Studia e ricopre diversi incarichi diocesani finché – proprio lui – decide di diventare esorcista. Ottenuto il mandato del suo vescovo inizia il suo ministero.

E qui cominciano i problemi. Le attività del nostro don xxxxxxx cominciano a circolare fino ad arrivare ai suoi vecchi amici rockettari. Che nel frattempo hanno continuato nella loro attività creativa (per così dire).

Difficile dimenticare chi è passato dalla parte del nemico. E per questa gente, Dio è il nemico numero uno.

Così cominciano le intimidazioni. Prima le scritte sui muri vicino la canonica.

Poi le cose si fanno davvero serie. Una sera don xxxxxxx ritorna in parrocchia e trova il tabernacolo – che per precauzione aveva spostato in sacrestia (con il permesso del suo vescovo) – scassinato.

E poi il ritrovamento nei pressi della sua abitazione di ossa di vari animali e teschi di questi, con al centro un altare e degli scalini e la pelle di maiale bruciata sopra. Per pulire tutto le forze dell’ordine hanno riempito una ventina di sacchi neri della spazzatura.

Infine il ritrovamento su una colonnina in mattoni in cui è posto  un crocifisso, di fronte alla sua chiesa, una testa di caprone sgozzato e con il sangue ancora colante.

Il messaggio è chiarissimo.

Scatta la denuncia.

I carabinieri indagano.

 

 

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