“Oggi sono stato a Castellammare e sono stato un’ora con Melania! Parla poco colla gente: è ritirata, unita con Dio: ha lo spirito delle virtù cristiane. È un’umile ancella di Maria SS. La grazia lavora segretamente in quell’anima bella”. Chi scrive è il Redentorista Giuseppe Leone CSSR (1829-1902) di cui è in corso la causa di beatificazione. Questo religioso, è stato, tra gli altri, anche la guida spirituale del beato Bartolo Longo, il fondatore del Santuario di Pompei. Fino a qualche anno fa, infatti, il corpo di Giuseppe Leone, era conservato proprio in questo Santuario prima di essere traslato a Trinitapoli, sua paese natio.

Qualche giorno fa, infatti, è stata trovata una lettera indirizzata dal futuro beato a una sua penitente di Trinitapoli dove scrive di aver visitato Mélanie Calvat  (insieme a Maximin Giraud, testimone delle apparizioni de La Salette) a Castellammare e la descrive come un’anima bella in cui opera la grazia di Dio.

Un documento che potrebbe essere molto utile per l’apertura di un processo di canonizzazione nei confronti di questa donna la cui figura – ormai da anni – cerco di riscattare da una ingiusta e intollerabile “leggenda nera” che la avvolge ancora oggi.

Per capire meglio tutto questo dobbiamo fare un passo indietro.

Mélanie Calvat (nella foto di apertura il suo corpo viene venerato come una reliquia da alcune suore) insieme a Maximin Giraud è la veggente che nel 1846 a La Salette  ha visto e parlato con la Bella Signora. Non solo. Ai due pastorelli la Madonna affida anche un segreto ciascuno – i cosiddetti segreti de La Salette i cui originali sono riuscito a trovare nell’archivio segreto della Congregazione per la Dottrina della Fede (li puoi VEDERE QUI)– che da oltre 170 anni sono al centro dell’attenzione di studiosi e della curiosità e morbosità di fedeli. Ma proprio a causa di questi segreti e delle speculazioni relative al loro contenuto, i due veggenti sono  stati avvolti (interessantissimo l’interrogatorio a cui sono stati sottoposti che puoi LEGGERE QUI), appunto, da una specie di “leggenda nera” e per questo soffriranno molto in vita e dopo la morte sono stati consegnati all’oblio e alla dimenticanza.

Soprattutto per Mélanie la vicenda dei segreti le peggiora la vita creandole intorno un clima di diffidenza e talvolta anche di derisione. Per questo fu costretta a vagare di città in città fino a morire ad Altamura, in completo anonimato.

Solo qualche tempo, avevo documentato la scoperta di alcuni abiti di Mélanie ritrovati in un baule nell’archivio della Basilica di Sant’Alfonso de Liguori a Pagani (Salerno) . Una scoperta che poteva dare nuovo impulso per l’inizio di una causa di canonizzazione.

Infatti gli indumenti ritrovati sono molto particolari. Sono infatti composti da disegni e simboli cristiani, in cui si rilevano alcune bruciature, ma soprattutto sono stati realizzati con una sostanza che sembra essere sangue.

In poche parole quelle presenti sulle vesti di Mélanie potrebbero essere delle “emografie”, cioè un particolare e raro fenomeno mistico cristiano in cui il sangue diventa scrittura o disegno (lo stesso fenomeno era presente nella vita di Natuzza Evolo, la famosa mistica di Paravati che presto diventerà beata).

Questo il video emozionante mentre scopro e tocco le vesti della veggente.

Ora si aggiunge un altro tassello importante. Questa lettera è dell’Archivio Provincia Napoletana Redentoristi (APNR) con sede a Pagani. Il documento è stato ritrovato da don Mario Porro di Andria vice Postulatore della causa di beatificazione di p. Giuseppe Leone Redentorista. L ‘originale è attualmente presso di lui perché sta curando la stampa di un supplemento del carteggio di Leone.

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Una risposta a ““LA VEGGENTE DE LA SALETTE È UN’ANIMA BELLA, È UNITA CON DIO”. PAROLA DELLA GUIDA SPIRITUALE DEL FONDATORE DEL SANTUARIO DI POMPEI”

  1. Ohh quanta Gioia! Sono andato a La Salette 2 anni fa … E sono tanto devoto de Melanie Calvat…spero di andare a Altamura…

    Grazie per questo articolo Davide!

    A sábado, 10/02/2024, 18:31,

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