Incontro in una importante libreria a Roma un sacerdote. E’ siriano. Si presenta in borghese. Ci sediamo e ordiniamo due caffè. E mi racconta l’inferno che stanno vivendo i cristiani in Siria a seguito ormai del conflitto che dura da anni.

Molte cose già le conoscevo ma alcune mi hanno fatto rabbrividire. E soprattutto riflettere. Per esempio, il mio interlocutore mi racconta un fatto molto curioso E cioè che tutti i siriani prima di riuscire a lasciare il proprio paese devono necessariamente portarsi dietro con sé il proprio “tesoro”. E sapete in che cosa consiste il loro tesoro? Vero paradosso: nel certificato di battesimo. Sì, pensate che solo con il proprio certificato di battesimo possono sperare di essere accolti in paesi come Australia e Canada. Accolti perché cristiani. E l’unico modo che esiste per esserne certi è appunto questo certificato.

Non dubito assolutamente di questo racconto. Anzi mi commuove pensare questi disperati che fanno la fila davanti la propria chiesa in mezzo a bombe e a calcinacci pur di prendersi l’unica cosa che conta e che li salverà: la propria adesione a Cristo.

Niente oro o argento. Niente bagaglio. Si portano solo questo foglio.

E allora penso invece ai cosiddetti “nuovi apostati” di questo millennio. Cioè a questa nuova “moda” che vede in Italia e in Europa  molti chiedere il proprio “sbattezzo”, cioè chiedere di non appartenere più alla Chiesa cattolica. Una pratica (me ne sono occupato con una inchiesta qui https://youtu.be/B1iSQsmdbFo) che sta prendendo sempre più piede e che, negli ultimi mesi, sta coinvolgendo molti battezzati tanto da far aumentare sempre più quel popolo numeroso che ogni anno richiede di rescindere i legami con la propria parrocchia. Se ne contano a centinaia anche se stime ufficiali non esistono. Sostanzialmente gli “sbattezzati” esigono che i loro nomi siano cancellati dal registro dei battesimi anche se in realtà si annota a margine la richiesta. Da un sito specializzato risulta che sono stati chiesti molti sbattezzi anche da chi è stato battezzato in Vaticano.