Stanno facendo il giro del mondo le affermazioni di Mons. Henryk Hoser – l’arcivescovo polacco nominato da Papa Francesco per studiare la situazione pastorale sul “fenomeno Medjugorje” – riferite durante un’intervista all’agenzia di stampa polacca KAI (l’intervista è di oggi e la puoi leggere qui nella lingua originale) e riprese da moltissimi organi di stampa (come qui   e  qui  e qui ).

“Tutto indica che le (prime sette) apparizioni saranno riconosciute – ha  detto mons. Hoser (la traduzione non è letterale e spiega il senso generale del contenuto) – forse già quest’anno. Non dimentichiamo che la Congregazione per la Dottrina della Fede sta lavorando. Difficilmente ci potrà essere una decisione diversa, perché è impossibile che sei veggenti abbiano mentito per 36 anni. Sono stati accuratamente visitati da specialisti, psichiatri e psicologi. Non c’è alcuna malattia”.

Sulle critiche fatte da qualcuno circa i troppi messaggi che la Madonna – giudicata troppo “chiacchierona” – avrebbe dato e il numero delle volte che sarebbe apparsa (oltre 40mila secondo la diocesi di Mostar, da cui dipende Medjugorje), mons Hoser ha risposto: “Anche santa Faustina Kowalska ha parlato quotidianamente con Gesù per un certo numero di anni. Non dovrebbe essere un problema”.

Mons. Hoser ha detto anche che la sua relazione su Medjugorje si è conclusa “positivamente”. “Credo – ha detto – che tutto stia andando nella giusta direzione (del riconoscimento). La mia missione non aveva il compito di chiudere il caso Medjugorje, ma soltanto di valutare la pastorale locale e verificare l’adesione del fenomeno con gli insegnamenti della Chiesa”.

E ora – mi chiedo – cosa accadrà? Se veramente sarà (come oramai sembra probabile) riconosciuta cosa diranno e faranno coloro che hanno sempre contrastato questo fenomeno?